Immagine AI

Il Friuli Venezia Giulia sta costruendo uno dei sistemi più avanzati in Italia per il monitoraggio e la bonifica dell’amianto attraverso l’utilizzo integrato di droni, immagini iperspettrali, piattaforme georeferenziate e algoritmi di intelligenza artificiale. Il progetto, sviluppato dalla Regione insieme a Insiel e Arpa FVG, rappresenta un cambio di paradigma nella gestione ambientale dei materiali contenenti amianto: non più soltanto censimenti manuali e segnalazioni locali, ma una vera infrastruttura digitale di sorveglianza territoriale capace di individuare automaticamente coperture e manufatti potenzialmente pericolosi su scala regionale.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è particolarmente ambizioso: completare entro la fine del 2027 la mappatura integrale dei siti contenenti amianto presenti sul territorio regionale, costruendo un database dinamico continuamente aggiornato con nuovi rilevamenti, interventi di bonifica e stato delle coperture censite. Questo sistema dovrà consentire non soltanto la localizzazione dei manufatti contaminati, ma anche il monitoraggio continuo delle rimozioni effettuate e delle aree ancora a rischio.

Ad oggi risultano censiti quasi 26.500 manufatti contenenti amianto, mentre dal 2017 al 2025 sono stati finanziati oltre 5.800 interventi di bonifica per un valore superiore ai 27,7 milioni di euro. Solo per il 2026 la Regione ha già previsto ulteriori milioni di euro di contributi dedicati a cittadini, imprese e Comuni per accelerare la rimozione delle coperture contaminate.

L’aspetto più innovativo dell’intero progetto riguarda però la componente tecnologica. Il sistema sviluppato in collaborazione con Insiel utilizza droni equipaggiati con sensori ottici avanzati e imaging iperspettrale per sorvolare i territori comunali e raccogliere enormi quantità di dati visivi ad alta definizione. A differenza della fotografia tradizionale, le immagini iperspettrali consentono di acquisire informazioni distribuite su numerose bande dello spettro elettromagnetico, permettendo di identificare materiali differenti in base alla loro firma spettrale caratteristica.

Nel caso dell’amianto, questa tecnologia è particolarmente utile perché molte coperture in cemento-amianto presentano proprietà riflettenti specifiche che possono essere riconosciute attraverso l’analisi multispettrale delle superfici. Gli algoritmi AI addestrati sui dataset raccolti sono in grado di confrontare le immagini acquisite dai droni con modelli di riferimento, classificando automaticamente le coperture sospette e riducendo drasticamente il lavoro manuale necessario per il censimento.

Il sistema utilizza reti neurali per elaborare grandi quantità di immagini territoriali e migliorare progressivamente accuratezza e velocità di riconoscimento. Questo approccio è fondamentale perché la mappatura tradizionale dell’amianto richiede normalmente sopralluoghi fisici, ispezioni manuali e verifiche molto lente, soprattutto nei territori estesi o industrialmente complessi. Con il nuovo modello regionale, invece, gran parte della ricognizione preliminare può essere effettuata automaticamente dall’AI attraverso elaborazione remota dei dati raccolti dai droni.

Ad oggi il sistema ha già consentito di mappare circa 30 Comuni del Friuli Venezia Giulia, mentre altri territori sono stati coinvolti nella fase sperimentale o verranno coperti entro i prossimi mesi. La Regione ha inoltre specificato che il database georeferenziato risultante verrà integrato all’interno dell’Archivio Regionale Amianto, una piattaforma centralizzata progettata per raccogliere informazioni su edifici, coperture, bonifiche e stato di rischio dei manufatti censiti.

L’Archivio Regionale Amianto rappresenta uno degli elementi più strategici dell’intero progetto. Il sistema non viene concepito come semplice archivio statico, ma come piattaforma operativa dinamica collegata alle procedure di bonifica e alle attività di protezione civile. Ogni edificio censito riceve infatti identificativi specifici e può essere aggiornato man mano che vengono effettuati interventi di rimozione o verifiche aggiuntive.

Questo approccio permette alla Regione di costruire una vera infrastruttura di gestione ambientale integrata. Le informazioni raccolte vengono condivise anche con Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Ministero dell’Ambiente per supportare gestione delle emergenze, pianificazione territoriale e interventi di sicurezza. La piattaforma si è già rivelata particolarmente utile durante la gestione dei detriti contaminati prodotti dagli eventi meteorologici estremi del luglio 2023, quando numerose coperture danneggiate avevano disperso materiali contenenti amianto sul territorio regionale.

Di Fantasy