Colin Angle, cofondatore di iRobot e tra i creatori di Roomba, ha presentato Familiar, un nuovo robot domestico sviluppato dalla startup Familiar Machines & Magic. A differenza dei robot progettati per svolgere attività pratiche come la pulizia della casa, Familiar nasce soprattutto come robot da compagnia e punta a creare un’interazione continuativa con le persone attraverso movimento, contatto fisico, memoria e intelligenza artificiale. Il progetto rientra nella cosiddetta physical AI, cioè nell’integrazione dei modelli di intelligenza artificiale all’interno di dispositivi capaci di percepire e agire direttamente nell’ambiente fisico.
Il robot ha dimensioni paragonabili a quelle di un cane di taglia media e si muove autonomamente su quattro zampe. Il design evita deliberatamente sia l’aspetto umanoide sia la riproduzione realistica di un animale specifico: la forma ricorda una combinazione tra un piccolo orso, un cane e altri animali, mentre il volto utilizza sopracciglia, occhi e orecchie mobili per rendere più leggibili le sue reazioni. La struttura offre 23 gradi di libertà, che permettono di coordinare movimenti del corpo e delle parti espressive in modo da comunicare attraverso posture, gesti e comportamento.
La superficie esterna è morbida e sensibile al contatto, perché Familiar è progettato anche per essere toccato, accarezzato e abbracciato. Il rivestimento integra quindi la componente tattile all’interno dell’interazione con l’utente, mentre telecamere, microfoni e altri sensori permettono al robot di osservare ciò che accade nell’ambiente, riconoscere le persone e raccogliere gli input necessari per adattare il proprio comportamento. Secondo Familiar Machines & Magic, l’obiettivo non è costruire semplicemente un assistente vocale dotato di zampe, ma una presenza fisica capace di reagire a ciò che accade nella casa.
L’intelligenza artificiale viene utilizzata soprattutto per interpretare il contesto sociale. Familiar può analizzare elementi come tono della voce, linguaggio del corpo, comportamenti precedenti e routine domestiche per decidere come reagire. Il robot dovrebbe imparare progressivamente le abitudini delle persone con cui vive, riconoscere situazioni ricorrenti e costruire una memoria delle interazioni, modificando nel tempo il proprio comportamento. Familiar Machines & Magic descrive questa capacità come una forma di intelligenza emotiva applicata alla robotica, nella quale visione, audio, linguaggio e memoria contribuiscono alla generazione delle risposte in tempo reale.
L’elaborazione dell’intelligenza artificiale è progettata per avvenire principalmente sul dispositivo. Il robot utilizza hardware Nvidia Jetson Orin e un modello multimodale specializzato nelle interazioni sociali, riducendo la necessità di inviare continuamente dati a servizi cloud esterni. La società indica proprio l’elaborazione locale come uno degli elementi centrali della gestione della privacy; eventuali funzioni cloud potranno essere utilizzate separatamente, ma il funzionamento principale del sistema è stato progettato per rimanere interno al robot.
Familiar non è stato progettato per sostenere lunghe conversazioni o fornire risposte informative come un chatbot. La prima versione comunica principalmente attraverso movimenti, linguaggio del corpo e suoni non verbali. La scelta è intenzionale: il sistema deve comportarsi maggiormente come una presenza domestica o un animale da compagnia che come un assistente generalista. Può quindi cercare l’attenzione dell’utente, avvicinarsi, reagire al contatto oppure utilizzare gesti e suoni per esprimere differenti comportamenti senza trasformare ogni interazione in una conversazione verbale.
Tra gli utilizzi ipotizzati c’è anche la possibilità di modificare alcune abitudini quotidiane attraverso l’interazione fisica. Se una persona trascorre molto tempo davanti allo smartphone o rimane isolata per periodi prolungati, il robot può cercare di attirarne l’attenzione e stimolarla a muoversi o svolgere un’altra attività. Angle ha indicato, ad esempio, la possibilità che Familiar incoraggi l’utente ad alzarsi, uscire dalla stanza o fare una passeggiata. La funzione non viene quindi presentata come un sistema di controllo o monitoraggio sanitario, ma come un comportamento sociale costruito attraverso l’AI e la conoscenza delle routine dell’utente.
Il progetto è rivolto anche a situazioni nelle quali una persona desidera compagnia ma non può o non vuole avere un animale domestico. Familiar Machines & Magic indica tra i possibili utenti anziani, bambini e persone che vivono sole, pur precisando che il robot non è stato progettato per sostituire relazioni umane o animali reali. L’obiettivo è aggiungere una presenza interattiva all’ambiente domestico attraverso un dispositivo capace di muoversi autonomamente, riconoscere le persone e sviluppare nel tempo modalità di relazione differenti.
Lo sviluppo del robot coinvolge competenze provenienti da settori differenti. Familiar Machines & Magic ha reclutato professionisti con esperienze in aziende come iRobot, Boston Dynamics e Disney e ha coinvolto anche sceneggiatori di Hollywood nella costruzione dei comportamenti e della personalità del robot. Le storie e le situazioni sviluppate dagli sceneggiatori vengono utilizzate per definire il carattere di Familiar e contribuire all’addestramento del modello che ne controlla il comportamento sociale. La startup ha raccolto circa 30 milioni di dollari per sviluppare il progetto.
Familiar è ancora in fase di sviluppo e non è attualmente disponibile sul mercato. La società prevede di iniziare la commercializzazione nel 2027 e non ha ancora comunicato un prezzo definitivo. Angle ha però indicato come riferimento un costo iniziale paragonabile a quello necessario per acquistare un animale domestico, mentre il robot dovrebbe essere capace di ricaricarsi autonomamente e muoversi sia all’interno sia, in determinate condizioni, all’esterno dell’abitazione.
Il progetto segna quindi un cambiamento netto rispetto alla precedente esperienza di Angle con Roomba. Familiar non nasce per automatizzare una specifica mansione domestica, ma utilizza sensori, movimento, memoria locale e AI multimodale per costruire un comportamento adattivo e una relazione continuativa con le persone che vivono nella stessa casa. La componente tecnica è stata progettata proprio intorno a questo obiettivo: non far eseguire al robot un singolo compito, ma permettergli di osservare le routine, ricordare le interazioni e modificare progressivamente il proprio comportamento.
