Google ha introdotto in Gemini una funzione che consente di trasferire da altri assistenti di intelligenza artificiale sia le informazioni personali e contestuali accumulate nel tempo sia l’intera cronologia delle conversazioni, con l’obiettivo di evitare che un utente debba ricostruire da zero preferenze, abitudini operative, interessi, dettagli ricorrenti e progetti già avviati quando cambia piattaforma. Il sistema distingue due tipi di importazione: da una parte la memoria, cioè un insieme sintetico di informazioni che descrivono il contesto dell’utente e che Gemini può utilizzare nelle conversazioni successive, dall’altra la cronologia completa delle chat, che può essere caricata come file e resa nuovamente consultabile all’interno dell’interfaccia. La funzione è disponibile per gli utenti maggiorenni che utilizzano un Account Google personale e non può essere usata con account scolastici, aziendali o supervisionati. Google specifica inoltre che, al momento, l’importazione non è disponibile nello Spazio Economico Europeo, in Svizzera e nel Regno Unito e non può essere utilizzata in alcune integrazioni specifiche come Gemini in Google Messaggi, Gemini in Chrome e Gemini su Android XR.
Il trasferimento della memoria non avviene attraverso una connessione diretta tra Gemini e il chatbot di origine, ma utilizza un passaggio intermedio basato su un prompt predisposto da Google. Dalle impostazioni di Gemini l’utente accede alla funzione dedicata all’importazione della memoria, copia il prompt fornito dal sistema e lo incolla nell’assistente AI da cui vuole migrare. Il chatbot di origine utilizza quindi la propria cronologia e le informazioni memorizzate sull’utente per produrre una sintesi strutturata di preferenze, fatti, interessi, relazioni, modalità di lavoro e altre informazioni contestuali rilevanti. Questa risposta viene successivamente copiata e incollata nell’apposito campo di Gemini, che la analizza e la integra nel proprio sistema di memoria creando un nuovo thread di conversazione. Da quel momento tali informazioni possono essere utilizzate nelle chat future per fornire risposte più coerenti con il contesto già costruito in precedenza su un altro servizio. La procedura è disponibile sia dall’interfaccia web sia dall’app mobile e non richiede che i due servizi condividano direttamente dati o credenziali tra loro.
L’importazione della cronologia segue invece un percorso differente e permette di trasferire l’intero archivio delle conversazioni attraverso un file ZIP. Per ChatGPT, ad esempio, l’utente deve accedere alle impostazioni, aprire la sezione relativa ai controlli dei dati e richiedere l’esportazione; per Claude la procedura passa dalle impostazioni dedicate alla privacy, dalle quali è possibile scegliere anche l’intervallo temporale da esportare. Il provider di origine invia quindi un collegamento per scaricare il file contenente la cronologia, che può essere caricato successivamente in Gemini attraverso la sezione dedicata all’importazione. Google indica un limite massimo di 5 GB per ciascun file ZIP e consente di caricare fino a cinque file al giorno. Il processo di elaborazione non è necessariamente immediato e può richiedere fino a un giorno, a seconda delle dimensioni dell’archivio e della piattaforma dalla quale provengono le conversazioni. Una volta completata l’importazione, le chat trasferite possono essere consultate all’interno di Gemini e utilizzate come base per proseguire attività, conversazioni e progetti avviati in precedenza su altri assistenti.
La nuova funzione si affianca al sistema di memoria già introdotto da Google per personalizzare le risposte sulla base delle conversazioni precedenti svolte direttamente in Gemini. Quando questa impostazione è attiva, l’assistente può utilizzare informazioni apprese dalle chat passate per adattare maggiormente le risposte al profilo e al contesto dell’utente. L’importazione estende questo meccanismo anche a informazioni provenienti da piattaforme esterne, trasformando quindi la memoria da una funzione limitata alla cronologia interna del singolo servizio a un elemento che può essere trasferito manualmente tra ecosistemi differenti. Google aveva annunciato questa possibilità nel marzo 2026 come parte delle nuove funzioni dedicate al passaggio da altri assistenti AI a Gemini e, nel mese successivo, aveva esteso in Italia alcune funzioni di personalizzazione basate sulla memoria delle conversazioni precedenti.
Dal punto di vista operativo, memoria e cronologia restano comunque due elementi distinti. La prima serve soprattutto a trasferire una rappresentazione sintetica di ciò che l’assistente precedente ha imparato sull’utente e può quindi essere riutilizzata immediatamente nelle conversazioni future; la seconda conserva invece il contenuto dettagliato delle sessioni passate e permette di recuperare direttamente vecchi thread, materiali e progetti. Non è quindi necessario importare necessariamente l’intero archivio per portare con sé il proprio contesto personale: chi desidera soltanto mantenere preferenze e informazioni ricorrenti può utilizzare il meccanismo basato sul prompt e sulla sintesi, mentre chi vuole mantenere anche il contenuto storico delle conversazioni può aggiungere il file ZIP completo. In entrambi i casi l’utente deve disporre ancora dell’accesso alla piattaforma di origine e ai dati che intende trasferire.
L’introduzione dell’importazione consente quindi a Gemini di utilizzare informazioni generate e accumulate su altri chatbot senza richiedere una migrazione automatica tra provider. Il trasferimento resta sotto il controllo dell’utente, che deve prima esportare o far sintetizzare i propri dati, poi copiarli o caricarli manualmente nel servizio Google. Questo approccio permette di separare il trasferimento delle informazioni contestuali dalla migrazione dell’intera cronologia e rende possibile scegliere quanta parte dell’esperienza precedente portare nel nuovo ambiente, mantenendo distinti i dati memorizzati come preferenze dalle conversazioni complete utilizzate come archivio di lavoro.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
