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SpaceXSI ha presentato attraverso X The Oath, un cortometraggio della durata di circa sette minuti realizzato con Grok Imagine e concepito come primo episodio di una serie audiovisiva dedicata all’Odissea. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con la startup londinese Wonder Studios e il regista Dev Walker, utilizzando strumenti di generazione di immagini e video basati sull’intelligenza artificiale per riprodurre ambientazioni, personaggi e sequenze cinematografiche ispirate al mondo della Grecia antica. La produzione è nata in seguito alle dichiarazioni con cui Elon Musk aveva proposto di realizzare una propria interpretazione dell’Odissea in alternativa al film omonimo di Christopher Nolan, criticandone alcune scelte di casting, tra cui quelle relative a Lupita Nyong’o ed Elliot Page. Il 22 luglio Musk aveva dichiarato che Grok Imagine avrebbe prodotto entro la fine dell’anno un lungometraggio storicamente accurato e fedele allo spirito dell’opera omerica. Il risultato presentato dopo circa tre mesi è invece il primo capitolo di una serie di cortometraggi, senza che siano stati comunicati un calendario definitivo della produzione o una durata complessiva dell’opera. The Oath prende spunto da un episodio della Cypria, parte della tradizione epica legata agli eventi precedenti alla guerra di Troia, nel quale Odisseo tenta di sottrarsi alla spedizione fingendo di essere impazzito, prima che il suo inganno venga scoperto.

La realizzazione ha richiesto un’organizzazione produttiva molto diversa rispetto a quella di un film tradizionale. Secondo Xavier Collins, cofondatore di Wonder Studios, il cortometraggio è stato completato da un gruppo di tre persone in meno di due settimane, con una spesa complessiva nell’ordine di alcune decine di migliaia di dollari. Il dato è stato confrontato con il budget di circa 250 milioni di dollari attribuito alla produzione cinematografica di Nolan, pur trattandosi di progetti differenti per durata, organizzazione e obiettivi. Collins ha precisato di non aver ricevuto da Musk indicazioni per realizzare un’opera ideologicamente contrapposta alle scelte di casting del regista britannico, descrivendo invece il progetto come una sperimentazione delle capacità degli strumenti di generazione audiovisiva. Il materiale narrativo di partenza, conservato solo parzialmente nella tradizione antica, ha richiesto la costruzione di dialoghi, espressioni dei personaggi, movimenti e situazioni sceniche. I modelli generativi sono stati quindi utilizzati all’interno di una produzione caratterizzata da sceneggiatura, progettazione delle inquadrature, selezione delle sequenze e montaggio, anziché attraverso la semplice generazione automatica di un film completo a partire da una descrizione testuale.

Il 27 ottobre SpaceXSI ha reso pubbliche ulteriori informazioni sul processo di lavorazione, accompagnate da una guida ai prompt utilizzati per Grok Imagine. Il procedimento parte dalla scrittura della sceneggiatura e dalla definizione delle singole sequenze, specificando la posizione della videocamera, la lunghezza focale degli obiettivi, i movimenti di ripresa e i dialoghi. Per mantenere l’identità visiva dei personaggi nelle diverse generazioni vengono preparati riferimenti comprendenti viste frontali, posteriori e dettagli del volto, insieme a indicazioni sulle caratteristiche degli abiti e sull’età apparente. Per Odisseo sono state predisposte tre configurazioni differenti in funzione dell’abbigliamento e della fase narrativa rappresentata. I prompt comprendono inoltre informazioni sulla composizione dell’immagine, sull’illuminazione e sulla tipologia di pellicola da simulare, in modo da ottenere una resa visiva coerente con l’impostazione cinematografica desiderata. Le sequenze vengono generate più volte e confrontate, selezionando quelle che soddisfano meglio i requisiti di regia. Segue un controllo sulla continuità degli abiti, delle espressioni, degli elementi scenografici e delle ambientazioni prima del montaggio finale. L’intero procedimento evidenzia un utilizzo dell’intelligenza artificiale come sistema di generazione e composizione di singole riprese, con un intervento umano ancora determinante nella direzione artistica e nella costruzione della successione narrativa.

Le valutazioni sul primo episodio hanno messo in evidenza risultati differenti tra qualità delle singole immagini e coerenza cinematografica complessiva. Alcune rappresentazioni di navi, ambientazioni marine e schieramenti di soldati sono state giudicate visivamente vicine a riprese reali, mentre sono emerse criticità nella continuità tra le sequenze, nell’espressione delle emozioni e nella motivazione narrativa dei personaggi. Il critico cinematografico Peter Bradshaw del Guardian ha assegnato al cortometraggio una valutazione di una stella su cinque, criticando l’accostamento di momenti drammatici privi di sufficiente sviluppo narrativo. Ulteriori osservazioni hanno riguardato l’accuratezza storica di costumi, edifici e altri dettagli della rappresentazione della Grecia antica. Secondo quanto riportato da Wired, lo stesso Grok avrebbe riconosciuto incongruenze storiche nelle immagini prodotte. I responsabili del progetto hanno dichiarato di voler utilizzare le osservazioni ricevute per migliorare le generazioni successive, rendendo disponibili prompt e procedure anche per raccogliere indicazioni utili all’evoluzione dei modelli. La produzione prosegue con gruppi di circa tre-cinque persone e prevede episodi successivi di durata maggiore, in modo da dedicare più spazio alla caratterizzazione dei personaggi e allo sviluppo della vicenda. The Oath costituisce così un caso concreto di produzione audiovisiva basata su Grok Imagine, nel quale la riduzione dei tempi e dei costi di generazione delle immagini convive con la necessità di un lavoro articolato di progettazione, selezione e montaggio delle sequenze.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy