Immagine AI

Il fotografo milanese Alessandro Dotti ha sviluppato Hybrid, una tecnica pensata per unire fotografia reale e intelligenza artificiale generativa nella produzione di campagne moda, lookbook, cataloghi e spot pubblicitari. Il metodo parte da uno shooting tradizionale, realizzato con modelli reali, luci reali e un team creativo completo, per costruire successivamente con strumenti AI gli ambienti, le scenografie e i contesti visivi nei quali inserire le immagini ottenute. In questo modo una stessa sessione fotografica può essere trasformata in campagne differenti senza dover spostare troupe, modelle e attrezzature in più location.

Uno degli esempi utilizzati per mostrare il funzionamento di Hybrid riguarda la modella Yunji Kang, fotografata realmente nello studio milanese di Dotti. Nelle immagini finali la modella compare in una piscina, su un divano, sul cofano di un’automobile o davanti a scenari nei quali è presente anche un elicottero, ma questi ambienti non corrispondono ai luoghi in cui è stato effettuato lo shooting. La sessione fotografica è stata realizzata interamente a Milano e gli scenari sono stati costruiti successivamente attraverso l’intelligenza artificiale generativa, facendo incontrare elementi prodotti in momenti diversi all’interno della stessa composizione finale.

La componente umana dello shooting resta quindi centrale nel processo. La modella non viene generata artificialmente e la texture della pelle, le luci, gli sguardi, i movimenti, il trucco, l’hair styling e i dettagli sartoriali derivano dal lavoro reale svolto sul set. L’intelligenza artificiale interviene in una fase successiva, quando le fotografie già realizzate vengono utilizzate per costruire il contesto visivo desiderato. Il metodo non punta quindi a sostituire completamente il set tradizionale con immagini sintetiche, ma a conservare le caratteristiche fisiche e visive della fotografia reale ampliandone le possibilità di ambientazione.

Dopo la realizzazione delle fotografie entra in gioco una seconda fase tecnica che coinvolge anche ingegneri informatici. Il lavoro comprende attività di coding e prompting necessarie per creare gli ambienti artificiali e integrare le immagini reali all’interno delle nuove composizioni. A partire dallo stesso materiale fotografico possono essere quindi sviluppati mondi visivi differenti e adattati a più progetti, evitando di ripetere lo shooting ogni volta che cambia la location o il concept della campagna.

Il principale vantaggio dichiarato riguarda la riduzione dei costi di produzione. Secondo Dotti, Hybrid permette di abbattere fino all’80% i costi operativi di una campagna, soprattutto eliminando una parte consistente delle spese legate agli spostamenti e alla gestione delle location. Non è più necessario organizzare trasferte in luoghi esotici o strutture di lusso, né coinvolgere tour operator, servizi di sicurezza, catering e altre attività normalmente necessarie per produzioni complesse. La possibilità di costruire digitalmente ambientazioni molto diverse permette quindi di mantenere un’impostazione visiva di fascia alta riducendo contemporaneamente tempi, logistica e budget.

Questa riduzione dei costi viene indicata come particolarmente rilevante per aziende di medie e piccole dimensioni, ma anche per stilisti, designer e artisti emergenti che dispongono di budget più contenuti. La tecnica consente infatti di produrre immagini con ambientazioni elaborate senza sostenere tutte le spese normalmente associate a una campagna realizzata fisicamente in più luoghi, rendendo accessibili soluzioni visive che altrimenti richiederebbero investimenti molto più elevati.

Hybrid viene proposto anche per produzioni pubblicitarie che coinvolgono testimonial e personaggi famosi. Dotti collabora da tempo con il produttore cinematografico Oscar Generale, con il quale ha realizzato campagne con Gerard Butler, Michelle Rodriguez e Hilary Swank. Dalla collaborazione è nato OGD Studios, uno studio dedicato alla produzione di commercial, spot pubblicitari e servizi fotografici basati sullo stesso modello ibrido e con l’obiettivo dichiarato di ridurre i budget di produzione.

Nel caso delle star internazionali, una parte significativa dei costi deriva dalla necessità di organizzare spostamenti, voli privati, hotel, sicurezza e logistica. A questo si aggiunge la disponibilità limitata del testimonial, che può concedere soltanto poche ore per uno shooting. Dotti indica come esempio una disponibilità di circa otto ore, sufficiente normalmente per sviluppare uno o due spot legati a una singola idea creativa. Con Hybrid, invece, la presenza fisica del testimonial può essere ridotta del 50%, perché è sufficiente produrre un insieme di immagini fotografiche reali dalle quali costruire successivamente più creatività differenti.

Il testimonial può essere fotografato anche senza affrontare una trasferta complessa, eventualmente in un ambiente vicino o nella propria abitazione, mentre scenografie, ambientazioni e variazioni creative vengono realizzate in seguito attraverso l’intelligenza artificiale. Lo stesso materiale fotografico può quindi essere utilizzato come base per più campagne o più versioni dello stesso progetto, riducendo la necessità di ripetere la presenza della star sul set.

La tecnica Hybrid si basa quindi su una separazione precisa tra acquisizione reale e costruzione digitale: persone, abiti, illuminazione e lavoro creativo vengono fotografati realmente, mentre l’intelligenza artificiale viene utilizzata per estendere successivamente il set e creare scenari che non erano fisicamente presenti durante lo shooting. Il modello permette di moltiplicare le possibilità creative a partire da una singola produzione fotografica e di ridurre sensibilmente la componente logistica e i costi associati alla realizzazione di campagne in più ambientazioni.

Di Fantasy