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L’India sta ridefinendo i propri confini tecnologici attraverso una roadmap senza precedenti che mira a mobilitare 200 miliardi di dollari di investimenti entro il 2028. Annunciato durante l’India AI Impact Summit 2026, questo piano non si limita alla semplice espansione della capacità di calcolo, ma delinea un’architettura integrata definita dal Ministro dell’Informazione e della Tecnologia, Ashwini Vaishnav, come la “Strategia dei Cinque Livelli”. Questo approccio olistico mira a creare una catena del valore che parte dalla generazione di energia pulita e arriva fino alle applicazioni software avanzate, posizionando la nazione come il terzo polo globale dell’intelligenza artificiale dopo Stati Uniti e Cina.

Il primo e più critico livello di questa trasformazione è la potenza di calcolo. Attraverso la “IndiaAI Mission”, il governo ha già reso operative 38.000 GPU pubbliche e prevede di aggiungerne altre 20.000 nelle prossime settimane. A differenza dei modelli occidentali, dove l’accesso al calcolo è spesso concentrato nelle mani di pochi giganti privati, l’India sta adottando un modello di “Sovereign AI” basato sulla democratizzazione delle risorse. Le GPU pubbliche vengono messe a disposizione di startup, ricercatori e accademici a costi significativamente inferiori rispetto alla media globale, incentivando lo sviluppo di modelli linguistici locali che tengano conto della complessità linguistica del paese.

Parallelamente, il settore privato sta rispondendo con investimenti massicci. Il Gruppo Adani ha impegnato 100 miliardi di dollari per la costruzione di data center “AI-ready” entro il 2035, puntando a espandere la propria capacità da 2 gigawatt (GW) a 5 GW. Questa infrastruttura si integra con i piani di multinazionali come Google, che ha confermato un investimento di 15 miliardi di dollari per data center dedicati al cloud e all’intelligenza artificiale in India. La sinergia tra capitale pubblico e privato è progettata per creare una “dorsale tecnologica” capace di sostenere non solo l’addestramento di modelli massivi, ma anche l’inferenza in tempo reale su scala nazionale.

Un aspetto tecnico distintivo della strategia indiana è il legame inscindibile tra intelligenza artificiale ed energia rinnovabile. Consapevole che l’espansione dei data center rappresenta un onere critico per le risorse idriche ed elettriche, il piano prevede che la crescita sia alimentata prevalentemente da fonti pulite. Attualmente, oltre la metà della capacità di generazione totale dell’India proviene da energie rinnovabili, un dato che il governo intende sfruttare come leva competitiva. I nuovi campus di data center verranno costruiti in prossimità di grandi parchi solari ed eolici, riducendo le perdite di trasmissione e garantendo che lo sviluppo dell’IA sia sostenibile nel lungo periodo.

Per sostenere il secondo e terzo livello della strategia — ovvero lo sviluppo di modelli e applicazioni — il governo ha introdotto una serie di riforme fiscali e strutturali. È stato istituito un fondo di venture capital da circa 1,5 trilioni di won (100 miliardi di rupie) dedicato specificamente alle startup deep-tech. Le nuove normative estendono il periodo di riconoscimento delle startup a 20 anni, offrendo stabilità a lungo termine per progetti di ricerca e sviluppo ad alto rischio. Inoltre, è stata introdotta una “esenzione fiscale fino al 2047” per i fornitori di servizi cloud stranieri che operano tramite infrastrutture situate in India, un incentivo volto ad ancorare i flussi di dati globali all’interno del territorio nazionale.

La fase attuale della missione si sta spostando verso la diffusione degli strumenti di IA in settori vitali come l’agricoltura, la sanità e l’istruzione. L’India non mira solo a essere un hub di infrastrutture, ma un leader nella creazione di modelli che operino nel rispetto della propria architettura costituzionale e culturale. Questo implica una regolamentazione più rigorosa sulle piattaforme globali, con l’obbligo di rimuovere contenuti illegali e deepfake in tempi estremamente rapidi, garantendo che l’innovazione tecnologica proceda di pari passo con la sicurezza digitale e la sovranità delle informazioni.

Di Fantasy