La società cinese iQIYI ha utilizzato la propria piattaforma di produzione audiovisiva NadouPro per realizzare una nuova versione di «Visiting Shanghai after Sixty Years», un film del 1938 del quale non sono sopravvissuti né le pellicole né le copie e le sceneggiature originali. La produzione è stata realizzata da un gruppo di otto persone presso il laboratorio congiunto iQIYI-XMU dedicato al restauro cinematografico e ha richiesto due mesi di lavoro. Il cortometraggio risultante è stato selezionato tra i candidati della sezione Future Images AI Unit della trentanovesima edizione dei Golden Rooster Awards del 2026. L’opera originale viene considerata da iQIYI una delle prime produzioni cinesi di fantascienza e presentava una storia comica ambientata sessant’anni nel futuro rispetto al 1938. La totale scomparsa dei materiali cinematografici ha reso impossibile un restauro tradizionale: la nuova produzione è stata quindi sviluppata a partire da fotografie di scena, manifesti e ritagli di giornale conservati negli archivi, utilizzati come riferimenti storici per la ricostruzione creativa dei personaggi e degli ambienti.
La produzione ha affrontato due problemi ricorrenti nell’impiego dell’intelligenza artificiale generativa per il cinema: la continuità visiva dei personaggi attraverso scene differenti e il controllo preciso delle inquadrature. Per evitare che i sistemi generativi modificassero arbitrariamente l’aspetto degli interpreti tra una sequenza e l’altra, il gruppo di lavoro ha predisposto risorse digitali di riferimento nelle quali sono state fissate le caratteristiche dei volti, le proporzioni e i costumi dei personaggi. Questi elementi sono stati successivamente riutilizzati durante la generazione delle scene, introducendo un riferimento coerente nell’intero processo di produzione. NadouPro è stata impiegata come ambiente centralizzato di lavoro, mentre lo strumento 3D Director Studio ha consentito di intervenire sulla posizione dei personaggi, sulla composizione delle immagini, sui movimenti e sulla scelta degli angoli di ripresa. La preparazione ha seguito anche le fasi tradizionali della realizzazione cinematografica, comprendendo l’analisi della sceneggiatura, la progettazione dei personaggi, la definizione delle ambientazioni e la costruzione degli storyboard.
Il film attraversa due periodi storici, il 1938 e il 1998, rappresentati mediante scelte fotografiche differenti. Le sequenze ambientate nel 1938 riprendono caratteristiche del cinema in bianco e nero dell’epoca, con movimenti di macchina più stabili e un’illuminazione di impostazione storica, mentre quelle relative al 1998 utilizzano luce naturale e movimenti di camera a mano, con un linguaggio visivo vicino al documentario. Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca sul restauro cinematografico che iQIYI porta avanti dal 2017, anche attraverso ZoomAI, una tecnologia proprietaria utilizzata per la correzione dei graffi, la riduzione del rumore, la super-risoluzione e l’interpolazione intelligente dei fotogrammi. Attraverso la collaborazione con l’Università di Xiamen, la società ha già contribuito al recupero in formato 4K di diverse opere cinematografiche. La ricostruzione di «Visiting Shanghai after Sixty Years» rappresenta tuttavia un’operazione distinta: non recupera immagini originali, ma realizza una nuova interpretazione audiovisiva fondata sulla documentazione storica disponibile e controllata mediante strumenti di generazione e direzione cinematografica assistiti dall’intelligenza artificiale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
