OpenAI ha avviato un intervento di ottimizzazione su Codex e ChatGPT Work dopo il forte aumento degli utenti e delle segnalazioni relative ai limiti di utilizzo. Il 30 agosto 2026 Tibo Sottiaux, responsabile di Codex, ha annunciato il reset delle quote per tutti gli utenti paganti di Codex e ChatGPT Work e ha spiegato che il team ha analizzato migliaia di segnalazioni per individuare una serie di consumi anomali di token. Le correzioni introdotte non modificano soltanto il valore nominale dei limiti, ma eliminano sprechi interni che in alcuni flussi di lavoro riducevano sensibilmente la quantità di attività realmente eseguibile. In base alla modalità di utilizzo, OpenAI stima che gli utenti possano ottenere un incremento effettivo della capacità compreso tra circa il 10% e il 50%.
Una delle anomalie individuate riguardava la gestione del contesto nelle conversazioni contenenti molte immagini. Durante il processo di compressione del contesto, alcune immagini storiche continuavano a essere conservate e sottoposte nuovamente a compressione, generando consumo di token non necessario. La correzione di questo comportamento permette, secondo OpenAI, di ridurre di circa il 10% l’utilizzo di token nei flussi caratterizzati da una presenza elevata di immagini, evitando che dati già elaborati vengano riprocessati nelle successive fasi della conversazione.
Un secondo problema interessava l’esecuzione dei task in background. In alcuni casi un singolo thread poteva verificare più di 15.000 volte se una determinata attività fosse stata arrestata, producendo una sequenza di controlli ripetitivi priva di utilità per l’utente. È stato inoltre corretto il comportamento del sistema di riepilogo delle attività del computer, che poteva arrivare a consumare fino al 20% della quota settimanale nel tentativo di sintetizzare azioni duplicate. Questi consumi avvenivano internamente all’infrastruttura agentica e potevano quindi incidere sui limiti disponibili senza corrispondere a un aumento equivalente del lavoro svolto.
Tra i casi più significativi è stato individuato anche un errore collegato all’utilizzo del comando /goal. Dopo l’impostazione di un obiettivo, in determinate condizioni Codex poteva continuare a ritentare automaticamente un’operazione fallita senza interrompersi, entrando in una sequenza di retry potenzialmente indefinita. In situazioni estreme questo comportamento poteva assorbire fino al 70% dell’intera quota settimanale di un utente. OpenAI ha corretto il meccanismo di gestione dei retry e gli altri punti nei quali erano state rilevate perdite di risorse, con l’obiettivo di impedire che processi interni continuino a consumare capacità dopo che un’attività ha smesso di produrre risultati utili.
Le modifiche riguardano in particolare i flussi multi-turn e le attività svolte da agenti autonomi, che rappresentano una quota crescente dell’utilizzo di Codex. Questi workload richiedono il mantenimento di contesti più lunghi, l’esecuzione di operazioni in background e l’interazione continuativa con strumenti e ambienti di sviluppo, aumentando il rischio che piccoli sprechi interni si trasformino in consumi rilevanti quando vengono ripetuti su sessioni prolungate. OpenAI sta quindi intervenendo sia sul potenziamento dell’infrastruttura sia sull’efficienza del codice che gestisce token, contesto e operazioni agentiche.
In parallelo alle correzioni, OpenAI ha completato una revisione dell’architettura destinata a ridurre la possibilità che problemi analoghi si ripresentino. È inoltre prevista l’introduzione di un’interfaccia nell’app che consentirà agli utenti di visualizzare in maniera più chiara il consumo dei token e comprendere quali attività incidono maggiormente sulla quota disponibile. Questo elemento punta a rendere più trasparente la relazione tra durata delle sessioni, complessità dei task agentici e utilizzo effettivo delle risorse.
L’intervento arriva in una fase di crescita particolarmente rapida per Codex. Gli utenti attivi, che a febbraio 2026 erano circa un milione, avrebbero superato quota 20 milioni nel mese di agosto. Il giorno precedente all’annuncio Sottiaux aveva inoltre anticipato il raggiungimento di un nuovo traguardo osservato nei dashboard interni, senza specificarne il valore, collegandolo a un evento previsto per il 31 agosto. La forte espansione della base utenti ha aumentato il carico sull’infrastruttura e reso più evidente l’impatto delle inefficienze interne, spingendo OpenAI a intervenire contemporaneamente su capacità dei server e ottimizzazione del consumo di token.
Il reset delle quote per gli utenti paganti serve quindi a compensare almeno in parte il consumo prodotto dalle anomalie corrette, mentre il miglioramento dichiarato tra il 10% e il 50% dipende dal tipo di attività svolta. Gli utenti che lavorano con molte immagini, sessioni prolungate, automazioni in background o workflow agentici complessi dovrebbero essere quelli maggiormente interessati dai benefici delle correzioni, perché erano anche quelli più esposti agli sprechi generati dai bug eliminati.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
