La rete ospedaliera della provincia di Reggio Emilia ha completato un importante processo di aggiornamento tecnologico con l’introduzione sistematica di sistemi di intelligenza artificiale in tutte le proprie articolazioni di gastroenterologia ed endoscopia digestiva. Questo progetto, che coinvolge non solo l’Ospedale Santa Maria Nuova ma anche i presidi territoriali di Guastalla, Montecchio, Scandiano, Correggio e Castelnovo ne’ Monti, rappresenta un salto di qualità fondamentale nella prevenzione secondaria del tumore al colon-retto. L’iniziativa si basa sull’adozione di software specialistici, come il sistema Cadeye, capaci di operare in tempo reale durante le procedure endoscopiche per supportare il medico nell’individuazione di lesioni precancerose che, per dimensioni o morfologia, potrebbero risultare difficilmente visibili all’occhio umano. L’architettura del sistema agisce come un secondo osservatore virtuale estremamente sensibile, analizzando i frame video ad alta velocità e segnalando istantaneamente la presenza di polipi attraverso indicatori visivi e acustici.
Sotto il profilo tecnico, l’efficacia di questi sistemi risiede nella capacità di eseguire contemporaneamente due funzioni distinte e complementari: la rilevazione e la caratterizzazione. La prima fase consiste nel monitoraggio costante della mucosa intestinale per identificare anomalie strutturali, mentre la seconda fase utilizza algoritmi di deep learning per analizzare la trama vascolare e la configurazione superficiale della lesione rilevata. Questo permette di distinguere, con un elevato grado di accuratezza, tra lesioni iperplastiche benigne e lesioni neoplastiche o pre-neoplastiche. Una simile distinzione immediata è cruciale per la strategia clinica, poiché consente all’endoscopista di decidere in tempo reale se procedere alla rimozione chirurgica del polipo o se limitarsi al monitoraggio, ottimizzando così i tempi dell’intervento e riducendo il rischio di complicazioni inutili per il paziente.
L’implementazione di questa tecnologia su scala provinciale è stata resa possibile da una sinergia tra l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia e il supporto fondamentale del mondo del volontariato, in particolare attraverso il contributo di Apro Onlus. L’investimento non riguarda esclusivamente l’acquisizione di software, ma si inserisce in un quadro di rinnovamento delle infrastrutture diagnostiche che comprende l’utilizzo di videocolonne 4K di ultima generazione, indispensabili per fornire all’intelligenza artificiale un segnale video di altissima qualità. La combinazione tra risoluzione d’immagine ultra-definita e potenza di calcolo degli algoritmi minimizza la percentuale di falsi negativi, elevando gli standard di sicurezza dello screening e garantendo ai cittadini un trattamento omogeneo su tutto il territorio provinciale, indipendentemente dal presidio ospedaliero in cui viene effettuata la prestazione.
Oltre ai benefici clinici immediati, l’adozione diffusa dell’IA nelle gastroenterologie reggiane apre prospettive significative per la ricerca e la gestione dei dati sanitari. La raccolta strutturata di informazioni digitali derivanti dalle procedure assistite permette infatti di alimentare database per studi epidemiologici e per il costante raffinamento degli stessi modelli predittivi. L’intelligenza artificiale non sostituisce la competenza del professionista sanitario, ma ne potenzia le capacità percettive, trasformando l’endoscopia da un esame puramente operatore-dipendente a un processo tecnologicamente assistito e standardizzato. Questo modello organizzativo pone la provincia di Reggio Emilia all’avanguardia nazionale, dimostrando come la digitalizzazione avanzata possa tradursi in un miglioramento tangibile della salute pubblica attraverso diagnosi più precoci, interventi più mirati e una gestione più efficiente delle risorse del sistema sanitario regionale.
