Tesla ha avviato ad Austin, in Texas, il servizio con Cybercab, il veicolo elettrico progettato fin dall’origine per funzionare come robotaxi completamente autonomo. Il debutto operativo è avvenuto il 3 settembre 2026, quasi due anni dopo la prima presentazione del progetto, e introduce nella rete Robotaxi di Tesla un mezzo specificamente costruito per il trasporto senza conducente invece di una Model Y adattata al servizio. Cybercab ha due posti, non dispone di volante né pedali e viene chiamato attraverso la stessa applicazione Robotaxi già utilizzata dalla società. Nella fase iniziale le corse sono disponibili soltanto in aree selezionate di Austin e il numero di veicoli rimane limitato: all’inizio di settembre risultavano registrati in Texas 45 Cybercab su un totale di 420 veicoli autonomi Tesla.
La configurazione del veicolo elimina completamente la postazione di guida tradizionale. Oltre a volante e pedali, Cybercab non utilizza i normali specchietti retrovisori esterni ed è stato progettato attorno al funzionamento autonomo, con due sedili, porte ad apertura verso l’alto di tipo butterfly e un grande display centrale che gestisce le principali funzioni a disposizione dei passeggeri. Tesla dichiara uno spazio posteriore di 572 litri, sufficiente secondo la società per due valigie standard da stiva e due bagagli a mano. La larghezza complessiva è di 1.754 millimetri, l’altezza di 1.408 millimetri e l’altezza libera da terra di 144 millimetri, mentre lo spazio per le gambe raggiunge 1.103 millimetri.
Il sistema di guida mantiene l’impostazione tecnica già scelta da Tesla per Full Self-Driving, basata principalmente sulla visione artificiale e sull’elaborazione tramite reti neurali invece che su una combinazione di lidar, radar e mappe ad alta definizione utilizzata da altri operatori del settore. La versione entrata in servizio utilizza otto telecamere per percepire l’ambiente circostante e non integra lidar. Il veicolo impiega un singolo motore anteriore da circa 219 cavalli e un pacco batterie da circa 48 kWh, una configurazione sviluppata per ridurre peso, consumi e costo operativo rispetto alle Tesla tradizionali utilizzate finora come robotaxi.
Cybercab viene utilizzato all’interno della rete Tesla Robotaxi avviata ad Austin nel giugno 2025 inizialmente con Model Y. La differenza principale è che sulle Model Y rimangono disponibili i controlli manuali tradizionali, mentre Cybercab è costruito senza alcun comando destinato a un guidatore umano. Tesla può quindi gestire la vettura come parte di una flotta centralizzata e utilizzare operatori remoti per il supporto quando il sistema autonomo incontra situazioni che richiedono assistenza, senza prevedere la presenza permanente di un conducente o di un safety driver a bordo. Il modello operativo prevede inoltre tariffe dinamiche attraverso l’app Robotaxi, con prezzi che possono cambiare in funzione della domanda e delle condizioni del servizio.
Tesla sta preparando anche un possibile modello di espansione basato su flotte gestite da soggetti esterni. In coincidenza con il lancio del Cybercab la società ha pubblicato un modulo rivolto ad aziende interessate a partecipare allo sviluppo della rete Robotaxi, includendo tra le opzioni l’acquisto di flotte Cybercab, la realizzazione di mobility hub e infrastrutture dedicate e altre forme di collaborazione. Non è stato ancora definito un programma commerciale definitivo per la vendita del veicolo a operatori terzi o a clienti privati, ma l’iniziativa indica che Tesla sta valutando una rete più ampia rispetto a una flotta interamente posseduta e gestita direttamente dalla società.
Il lancio non coincide comunque con l’avvio della produzione su larga scala. Tesla aveva iniziato la produzione pilota del Cybercab nel primo trimestre del 2026, ma nel secondo trimestre ha rinviato l’obiettivo della volume production, inizialmente previsto entro l’anno. La società ha collegato l’aumento della produzione anche alla necessità di incrementare la disponibilità delle celle 4680 e delle relative capacità produttive interne. Cybercab rimane destinato a diventare uno dei prodotti Tesla realizzati nei volumi più elevati, ma al momento il servizio utilizza quindi una flotta ancora ridotta rispetto alla capacità prevista per la fase industriale successiva.
L’assenza di volante, pedali e specchietti ha però aperto immediatamente una questione regolatoria negli Stati Uniti. Il 4 settembre, poche ore dopo l’avvio delle corse, la National Highway Traffic Safety Administration ha aperto un’indagine sulla procedura con cui Tesla ha autocertificato il Cybercab rispetto ai Federal Motor Vehicle Safety Standards. Diverse norme federali attualmente in vigore sono infatti formulate considerando la presenza di comandi destinati a un conducente umano, mentre Tesla non ha richiesto un’esenzione specifica prima di mettere i veicoli in servizio. L’indagine riguarda la certificazione di un numero potenziale vicino a 1.000 Cybercab e dovrà stabilire se Tesla abbia correttamente considerato non applicabili alcuni requisiti previsti dagli standard esistenti.
Il Cybercab entra così concretamente nella rete Robotaxi come veicolo autonomo dedicato, passando dalla fase di prototipo e test alla disponibilità per corse commerciali limitate. L’architettura a due posti, l’eliminazione completa dei controlli manuali, il sistema di percezione basato sulle telecamere e l’integrazione diretta con la piattaforma Robotaxi costituiscono le differenze tecniche principali rispetto alle Model Y utilizzate fino ad ora. La successiva espansione dipenderà sia dall’aumento della capacità produttiva sia dall’esito del confronto con le autorità federali sui requisiti applicabili ai veicoli progettati fin dall’origine senza conducente umano.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
