Waymo ha integrato Gemini nei robotaxi Ojai come assistente vocale dedicato ai passeggeri, affiancando al sistema di guida autonoma un secondo sistema di intelligenza artificiale destinato esclusivamente all’interazione all’interno dell’abitacolo. La funzione è disponibile premendo un’icona sullo schermo del veicolo e permette di utilizzare comandi vocali mentre il Waymo Driver continua a gestire autonomamente la guida. Gemini può intervenire sui controlli della cabina, fornire informazioni sul viaggio, spiegare il funzionamento del servizio e rispondere a domande di carattere generale. Tra gli esempi indicati figurano la possibilità di impostare la temperatura dell’aria condizionata, chiedere quale sia il miglior bar nelle vicinanze oppure ottenere informazioni storiche su un monumento incontrato lungo il percorso.
L’integrazione comprende quattro principali categorie operative: controllo dell’abitacolo, informazioni sul tragitto, supporto informativo relativo a Waymo e accesso alle conoscenze generali di Gemini. L’assistente può inoltre ricevere una richiesta vocale per far accostare il veicolo. Quest’ultima rappresenta l’unica funzione attraverso cui Gemini può incidere direttamente sullo svolgimento della corsa, limitandosi però a inoltrare al sistema la richiesta di fermata senza assumere alcun controllo della guida. Per tutte le altre operazioni Gemini rimane confinato alle funzioni rivolte al passeggero e all’ambiente interno del robotaxi.
Waymo ha separato tecnicamente Gemini dal Waymo Driver, il sistema responsabile dell’autonomia del veicolo. L’assistente non può controllare accelerazione, frenata, sterzo o percorso, non dispone di accesso ai dati di guida in tempo reale e non utilizza le informazioni elaborate dal sistema autonomo durante la marcia. Le due componenti condividono quindi il veicolo e parte dell’interfaccia utilizzata dal passeggero, ma non un collegamento dati attraverso cui Gemini possa intervenire sulle decisioni di guida. L’assistente rimane inoltre inattivo fino a quando il passeggero non decide esplicitamente di attivarlo. La funzione è attualmente disponibile in beta e Waymo prevede di aggiungere progressivamente nuove capacità vocali.
L’arrivo di Gemini coincide con una revisione sostanziale dell’interfaccia interna degli Ojai, basata su una configurazione con tre schermi che Waymo definisce “choreographed tri-screen experience”. I display non mostrano necessariamente gli stessi contenuti, ma vengono adattati automaticamente in funzione dei posti occupati e della posizione da cui devono essere utilizzati i comandi. Nel caso di un unico passeggero seduto sul lato posteriore destro, per esempio, lo schermo più vicino fornisce l’intera serie di controlli, mentre gli altri possono essere trasformati in display semplificati dedicati allo stato del viaggio o in elementi per la riproduzione di contenuti multimediali ambientali.
L’interfaccia introduce anche Calm Mode, una modalità che riduce la luminosità dello schermo e limita le informazioni visualizzate ai dati essenziali relativi alla corsa. L’abitacolo dell’Ojai è stato progettato specificamente per il ride-hailing autonomo e non deriva dall’adattamento di un’automobile convenzionale: dispone di pavimento piatto, accesso ribassato e non prevede una posizione dedicata al conducente. L’organizzazione degli spazi e delle interfacce è quindi costruita attorno ai passeggeri e alle esigenze di un veicolo privo di guidatore umano.
Ojai rappresenta la piattaforma sviluppata direttamente da Waymo per i propri servizi di trasporto completamente autonomi ed è ancora nelle prime fasi della distribuzione pubblica. Nel maggio 2026 la società aveva annunciato l’avvio delle prime corse con passeggeri esterni dopo diversi mesi di utilizzo completamente autonomo da parte dei dipendenti. La prima fase ha coinvolto utenti selezionati a San Francisco, Phoenix e Los Angeles attraverso il programma Trusted Tester, con corse offerte gratuitamente. Waymo aveva inoltre indicato un’espansione successiva verso Denver, Las Vegas e San Diego, in preparazione a un’apertura più ampia al pubblico prevista nel corso del 2026.
L’Ojai è anche il primo veicolo a utilizzare la sesta generazione del Waymo Driver. Secondo la società, questa generazione del sistema autonomo è stata progettata per consentire le operazioni anche in città caratterizzate da condizioni climatiche più complesse, comprese quelle soggette a nevicate. Parallelamente Waymo sta aumentando la capacità produttiva dello stabilimento di Mesa, in Arizona, con l’obiettivo di arrivare a produrre decine di migliaia di veicoli all’anno.
L’integrazione di Gemini arriva mentre il servizio Waymo ha superato complessivamente 20 milioni di corse completamente autonome distribuite in oltre undici città. Nell’agosto 2026 la società ha inoltre eliminato la lista d’attesa per il servizio a Dallas e sta proseguendo i test legati alla guida autostradale e all’accesso agli aeroporti. Nei prossimi mesi Waymo prevede di continuare a modificare l’esperienza interna degli Ojai sulla base dell’utilizzo da parte di un numero crescente di passeggeri, ampliando contemporaneamente le funzioni disponibili attraverso l’assistente vocale Gemini.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
