Immagine AI

Will Smith ha condiviso con entusiasmo sul suo canale YouTube ufficiale un video in cui interpreta dal vivo la sua nuova canzone “You Can Make It”, salutando il pubblico con parole calorose: “La cosa migliore del tour è vedervi da vicino, grazie per essere qui con me”. Un gesto semplice, diretto, che sembra incarnare la connessione autentica tra artista e spettatori. Tuttavia, sotto la superficie di quei momenti registrati in un’atmosfera di festa, è emersa un’inquietudine inattesa, alimentata dalle discussioni online: alcuni spettatori sospettano che elementi del video non siano del tutto autentici, ma manipulati dall’intelligenza artificiale.

Al centro della questione, alcuni fan hanno notato delle anomalie visive che sollevano dubbi: volti e mani nella platea appaiono innaturalmente distorti, come sospesi in un limbo tra realtà e simulazione. Ancora più curioso è il cartellone esposto dalla folla durante il video: l’iniziale scritta “Lov U Fresh Prince”, presumibilmente un omaggio affettuoso all’artista, viene alterata nella parte finale in “Lov U Fr6sh Crince”, con lettere contorte e riconoscibilmente innaturali.

Alcune frasi apparse sui cartelli sollevano ulteriori interrogativi. Messaggi personali profondamente emotivi, come “grazie alla tua canzone ho superato il cancro”, rischiano di sembrare costruiti ad arte. In un contesto dove la sincerità emotiva conta, queste espressioni potentemente drammatiche hanno scatenato critiche: sono autentiche o artificiose?

Il caso ha rapidamente guadagnato attenzione da media statunitensi e community specializzate. Un blogger tecnologico, Andy Byo, ha avanzato un’illuminante interpretazione forensic-tech: suggerisce che alcune scene del pubblico derivino dall’elaborazione con modelli AI come “Bio‑3”, applicata su foto reali degli spettatori, e che un secondo intervento — quello di YouTube stesso — abbia ulteriormente ritoccato il video tramite algoritmi di machine learning per ridurre il rumore visivo e correggere la qualità. Paradossalmente, questo doppio intervento involontario potrebbe aver prodotto distorsioni evidenti.

Un indizio significativo viene dal confronto tra clip caricati su Instagram e quelli su YouTube: emergono lievi differenze che, secondo alcuni analisti, sottolineano l’intervento di strumenti AI in fase di post-produzione. È possibile che un mediatore invisibile – la tecnologia — abbia modulato inconsapevolmente l’immagine, compromettendo la percezione della realtà.

Fino a oggi, Will Smith non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sulla vicenda. Il suo ufficio non ha commentato i sospetti diffusi nei media e tra il pubblico. YouTube, invece, ha chiarito che alcuni video sulla piattaforma sperimentano tecniche di machine learning per correggere sfocature e ridurre il rumore visivo, in particolare all’interno dei YouTube Shorts. Si tratta di un approccio volto a migliorare l’esperienza visiva, ma che — in un contesto delicato come quello di un concerto live — rischia di alterare la percezione dell’autenticità.

Non è la prima volta che l’immagine di Will Smith si presta a esperimenti digitali. Paradossalmente, un video amatissimo in rete — quello in cui appare intenti a mangiare spaghetti con sorprendente naturalezza — è diventato un benchmark per testare nuovi modelli AI. Fan e sviluppatori lo usano per confrontare prestazioni e realismo, trasformando la sua figura pop in un riferimento tecnico per l’intelligenza artificiale.

Di Fantasy