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Nel cuore dell’Emilia-Romagna, la Data Valley italiana si prepara ad abbracciare un nuovo, potente atto d’innovazione: AI Factory, la “fabbrica dell’intelligenza artificiale” ideata e coordinata da Cineca, cofinanziata all’unisono dall’Italia e da EuroHPC, per un valore complessivo di 430 milioni di euro. Questa iniziativa ambiziosa non è solo un progetto tecnologico, ma un vero e proprio catalizzatore che promette di trasformare radicalmente il volto della ricerca, dell’industria manifatturiera, delle PMI e delle startup italiane.

AI Factory avrà sede presso il Tecnopolo di Bologna, il centro nevralgico già ora dotato di supercomputer come Leonardo. Ma, se Leonardo rappresenta già una punta d’eccellenza (tra i più potenti al mondo, con 250 petaFLOPS), AI Factory promette di superarlo abbondantemente: secondo Sanzio Bassini, direttore del Dipartimento Supercalcolo di Cineca, questa nuova infrastruttura offrirà prestazioni 10 volte superiori, rendendo il calcolo IA più agile e potente.

L’obiettivo è chiaro: entro il 2026, AI Factory sarà operativo. Durante la sua realizzazione, verranno aperti bandi tecnici per selezionare hardware e integrazioni (da Dell, HPE, Lenovo, E4 Engineering e altri) sulla base delle esigenze dell’ecosistema nazionale e europeo.

Uno degli aspetti più rivoluzionari del progetto è la promessa di accesso gratuito per PMI, startup e centri di ricerca. L’AI Factory sarà una piattaforma “one‑stop‑shop”, dove le aziende potranno sviluppare soluzioni IA—specialmente open source—senza gravosi investimenti infrastrutturali. In questo modo, il know‑how e i dati restano in mano italiana, evitando l’affidamento alle grandi cloud company estere — un’alternativa reale e competitiva rispetto ai servizi dominati da big tech come Amazon, Google e Microsoft.

In un contesto dove si è soliti misurare il valore dell’IA in termini di modelli proprietari giganteschi, AI Factory riluce come un’alternativa concreta e democratica. L’adozione di soluzioni open source—come i modelli prodotti da Almawave (Velvet 14B e 2B) o Babelscape (Minerva)—potrà essere affinata e addestrata su infrastrutture italiane, garantendo flessibilità, economicità e piena proprietà dei risultati. Come puntualizza Bassini, la diffusione di tecniche come LoRA (Low‑Rank Adaptation) permetterà personalizzazioni IA efficienti in poche ore e con risorse contenute, avvicinando il nostro tessuto produttivo alla frontiera tecnologica.

AI Factory apre le porte a applicazioni concrete e all’avanguardia: immaginate digital twin di impianti o fabbriche dotati di interfacce conversazionali intelligenti. Grazie ai modelli LLM multimodali, operatori e tecnici potranno dialogare direttamente con il modello, chiedere consigli su manutenzione predittiva, ottimizzazione produttiva e scenari evolutivi, tutto con linguaggio naturale — senza essere sviluppatori o esperti di dati.

AI Factory non nasce in solitudine. È parte di una rete europea di AI Factories, che vede progetti simili in paesi come Finlandia, Francia, Germania, Spagna e Grecia. L’Italia è tra i primi ad aver visto approvato il proprio hub strategico dall’UE, un risultato che non è solo un riconoscimento politico, ma un punto di forza concreto per il nostro ruolo nel panorama tecnologico europeo.

Di Fantasy