L’industria automobilistica globale sta attraversando una fase di ridefinizione radicale, dove il valore di un veicolo non si misura più esclusivamente sulla base della meccanica, ma sempre più sulla sofisticazione del suo software e sulla potenza di calcolo dei suoi componenti elettronici. In questo contesto di trasformazione, Stellantis ha impresso una direzione chiara alla sua strategia industriale in Italia, ufficializzando l’adesione a due pilastri della ricerca tecnologica nazionale: l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I) di Torino e la Fondazione Chips-IT di Pavia. Questa mossa non rappresenta solo un investimento economico, ma la volontà di radicarsi in un ecosistema dove la sapienza manifatturiera italiana possa fondersi con le tecnologie di frontiera che caratterizzano l’auto del futuro.
L’ingresso nel network di AI4I segna un passo decisivo verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale direttamente nei processi della “economia reale”. Per un colosso come Stellantis, l’applicazione dell’AI non riguarda solo l’interazione con l’utente finale tramite assistenti vocali, ma penetra nelle profondità delle linee di montaggio. Attraverso l’analisi dei dati in tempo reale, l’obiettivo è implementare sistemi di manutenzione predittiva capaci di anticipare i guasti agli impianti prima che questi si verifichino, ottimizzando al contempo il controllo qualità e riducendo drasticamente gli sprechi energetici e di materiali. Questa visione trasforma la fabbrica in un organismo intelligente, capace di apprendere e migliorare costantemente la propria efficienza produttiva.
Parallelamente, la collaborazione con la Fondazione Chips-IT sposta il focus sulla sovranità tecnologica legata ai semiconduttori. In un mondo che ha vissuto sulla propria pelle le fragilità delle catene di approvvigionamento globali, la capacità di progettare e validare circuiti integrati “in casa” è diventata una priorità strategica. Partecipando a questo polo nazionale con sede a Pavia, Stellantis mira a rafforzare l’autonomia dell’Italia e dell’Europa nella progettazione dei microchip, componenti essenziali per gestire la complessità delle auto elettriche, connesse e a guida assistita. L’obiettivo è creare una filiera corta dell’innovazione, dove le esigenze specifiche del settore automotive possano guidare direttamente la ricerca industriale sui nuovi materiali e sulle architetture dei processori.
Questa sinergia tra il gruppo automobilistico e i centri di eccellenza di Torino e Pavia è parte integrante di un più ampio piano d’impegni per l’Italia, concordato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’iniziativa punta a creare un circolo virtuoso tra università, ricerca e industria, favorendo l’attrazione di talenti e la creazione di posti di lavoro altamente qualificati. In un momento in cui la competizione internazionale si gioca sulla capacità di governare le tecnologie chiave, la scelta di investire nei poli tecnologici italiani dimostra la volontà di mantenere l’Italia al centro della mappa mondiale dell’innovazione automobilistica, trasformando il Paese in un laboratorio dove l’auto di domani viene non solo pensata, ma progettata e costruita con intelligenza locale.