Selfotix ha appena abbassato la barriera tecnica che finora ha tenuto lontani molti utenti dai vantaggi dell’automazione web. Con il lancio di Self Agent, l’azienda introduce una nuova generazione di AI agentica integrata nella sua piattaforma di automazione del browser, capace di generare flussi di lavoro completi senza che l’utente debba conoscere linguaggi di programmazione, CSS selector o strutture DOM, elementi che tradizionalmente rendono la costruzione di automazioni un territorio riservato agli sviluppatori tecnici.
Quella proposta da Selfotix non è una normale funzione di automazione, ma un cambiamento di paradigma. Mentre fino a poco tempo fa chi voleva automatizzare un compito sul web doveva selezionare manualmente ogni elemento della pagina, configurare i selettori e costruire la logica passo dopo passo, Self Agent permette semplicemente di scegliere un modello AI e cliccare “Generate Flow”. In pochi istanti, l’intelligenza artificiale analizza la pagina, identifica gli elementi rilevanti, costruisce il workflow completo e lo prepara per l’esecuzione. Il risultato è una trasformazione radicale dell’esperienza utente, che elimina complessità tecniche e apre le automazioni ai professionisti di marketing, vendita, risorse umane, ricerca e a chiunque abbia bisogno di trasformare compiti ripetitivi in processi automatizzati.
L’idea alla base di Self Agent è che l’automazione non debba essere appannaggio di ingegneri o specialisti. Come ha dichiarato Jagadeesh Chundru, fondatore di Selfotix, il sistema è progettato per trasformare l’intento dell’utente in un workflow funzionante, senza che chi lo utilizza debba immergersi nei dettagli tecnici del processo. Questa filosofia riflette un trend più ampio nel campo dell’AI agentica, dove i modelli non si limitano a rispondere a richieste in linguaggio naturale ma assumono un ruolo proattivo nella realizzazione di compiti complessi, pianificando e attuando sequenze di azioni in autonomia.
Un aspetto particolarmente interessante di Self Agent è il modo in cui affronta i problemi che tipicamente affliggono gli strumenti di automazione tradizionali. I workflow costruiti con metodi classici tendono a “rompersi” quando il layout di una pagina web cambia anche leggermente, perché dipendono da selettori rigidi e configurazioni statiche. Self Agent, grazie alla generazione AI, capisce la struttura della pagina a un livello più profondo e può adattare i workflow in modo dinamico. In pratica, l’intelligenza artificiale è in grado di “ricostruire” il percorso di automazione quando la struttura del sito si modifica, riducendo drasticamente il tempo e la manutenzione necessari per mantenere automazioni affidabili nel tempo.
Gli ambiti di utilizzo potenziali sono molteplici e toccano diverse funzioni aziendali. I team di marketing, ad esempio, possono usare Self Agent per raccogliere grandi quantità di dati da siti web, analizzare recensioni o monitorare attività concorrenti senza dover scrivere una sola riga di codice. I reparti di vendita possono automatizzare la raccolta di lead da directory professionali e inserirli direttamente nel proprio sistema CRM, risparmiando ore di lavoro manuale. Anche i recruiter possono estrarre automaticamente informazioni da portali di annunci e piattaforme professionali per costruire pipeline di candidati in modo più efficace. Anche chi si occupa di ricerca di mercato o analisi dei sentimenti su social media può automatizzare la raccolta di dati e ottenere report strutturati pronti per l’analisi.
Self Agent non è solo un generatore di workflow, ma si integra perfettamente con l’ecosistema esistente di Selfotix. Una volta che il workflow è stato creato dall’agente, gli utenti possono eseguirlo attraverso l’estensione per browser di Selfotix, che offre una suite completa di azioni di automazione. Questa include funzioni come “Loop & Repeat” per ripetere cicli di azioni, clic automatici, apertura di link, inserimento di testo, cattura di screenshot, rilevamento della tech stack di un sito, integrazioni webhook e persino agenti AI complementari per processi intelligenti più avanzati. Tutto questo avviene direttamente nel browser dell’utente: la piattaforma non richiede server esterni né condivisione di credenziali, preservando così la privacy dei dati e mantenendo il controllo nelle mani dell’utilizzatore.
L’introduzione di Self Agent rappresenta un esempio concreto di come gli strumenti basati su agentic AI stiano cambiando il modo in cui pensiamo all’automazione digitale. Invece di ricorrere a strumenti statici che richiedono competenze tecniche per la configurazione, ora le persone possono definire ciò che vogliono ottenere in modo naturale e lasciare all’intelligenza artificiale il compito di tradurre quell’intento in un processo eseguibile. Questo non solo democratizza l’accesso alle automazioni, ma aiuta anche le organizzazioni a liberare risorse, ridurre i costi legati allo sviluppo interno e aumentare la reattività operativa.
