Il settore dell’assistenza agli anziani sta attraversando una fase di profonda trasformazione tecnologica, segnata dal passaggio da sistemi di monitoraggio passivo a soluzioni di intelligenza artificiale fisica operativa. L’azienda Xenon, attraverso il suo Physical AI Lab, ha intrapreso un percorso di ricerca e sviluppo volto a superare i limiti dei tradizionali chatbot e dei dispositivi indossabili, puntando sulla commercializzazione di robot umanoidi capaci di interagire direttamente con l’ambiente domestico e sanitario. Questo approccio si fonda sulla convergenza tra la potenza di calcolo dei modelli di linguaggio e visione (LLM/VLM) e la capacità esecutiva dell’hardware robotico, con l’obiettivo di trasformare l’assistenza da una funzione informativa a un’attività di supporto fisico concreto e autonomo.
Dal punto di vista dell’architettura tecnica, la soluzione proposta si basa su un sistema ibrido che combina l’elaborazione on-device con la potenza dei server cloud. In questa configurazione, i modelli generativi basati su server fungono da centro cognitivo superiore, analizzando la situazione ambientale catturata dai sensori del robot per generare linee guida comportamentali ad alto livello. Queste istruzioni vengono poi tradotte in comandi motori eseguiti localmente dall’hardware, come nel caso del modello Unitree G1. Tale struttura permette al robot di riconoscere contesti complessi e di pianificare sequenze di azioni che vanno oltre il semplice controllo algoritmico predefinito, ereditando la logica di controllo precedentemente sviluppata per gli agenti software digitali e applicandola alla manipolazione delle articolazioni robotiche e al movimento nello spazio fisico.
Il processo di addestramento di questi umanoidi si focalizza sull’accumulo di dati provenienti da scenari reali, integrando l’apprendimento per imitazione con simulazioni intensive condotte all’interno di un’infrastruttura dedicata. Il Physical AI Lab di Xenon raccoglie dati biometrici, spaziali e d’interazione per affinare le capacità di “cognizione, giudizio ed esecuzione” delle macchine. La strategia di sviluppo è articolata in fasi incrementali di complessità operativa: si parte da compiti di assistenza verbale e promemoria farmaceutici per arrivare alla gestione della domotica e delle pulizie, fino a raggiungere il supporto fisico diretto, come l’assistenza posturale e la mobilità assistita. Entro l’anno in corso, l’obiettivo è consolidare la tecnologia di Livello 3, ovvero quella che consente il supporto indiretto e la gestione domestica senza contatto, garantendo al contempo standard di sicurezza elevati per l’interazione uomo-macchina.
Un elemento distintivo di questa iniziativa è lo sviluppo di un motore di intelligenza artificiale fisica universale, progettato per essere indipendente dallo specifico hardware utilizzato. Questa piattaforma, denominata Physical Ops, è concepita per orchestrare e controllare diverse tipologie di robot, inclusi sistemi a due braccia o quadrupedi, a seconda delle necessità specifiche del contesto assistenziale. L’utilizzo di un ecosistema open-source permette una scalabilità senza precedenti, facilitando la collaborazione con partner commerciali del settore infermieristico per validare i modelli in contesti reali. Questo approccio garantisce che i dati operativi siano ottimizzati per le reali esigenze degli utenti finali, riducendo le allucinazioni comportamentali e migliorando la precisione nelle attività di manipolazione fine.
