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L’ANAC aggiorna i propri bandi tipo per gli appalti pubblici introducendo per la prima volta clausole specifiche dedicate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle gare sopra soglia europea. Le nuove disposizioni, contenute nell’aggiornamento del Bando Tipo n. 1 per servizi e forniture e nel nuovo Bando Tipo n. 2 per i servizi di architettura e ingegneria, rappresentano uno dei primi interventi regolatori italiani che integrano esplicitamente l’AI all’interno della documentazione standard delle procedure di gara pubbliche.

La principale novità riguarda l’obbligo per gli operatori economici di dichiarare se abbiano utilizzato sistemi di intelligenza artificiale nella predisposizione dell’offerta tecnica e se intendano impiegare tali strumenti durante la fase esecutiva del contratto. Le nuove clausole non vietano l’utilizzo dell’AI, ma introducono un modello basato su trasparenza, responsabilità professionale e controllo umano delle attività svolte tramite sistemi automatizzati.

L’intervento normativo recepisce sia le disposizioni europee contenute nell’AI Act sia la normativa nazionale più recente relativa all’intelligenza artificiale applicata ai servizi professionali e agli appalti pubblici. Nei nuovi disciplinari viene infatti richiesto agli operatori di attestare il rispetto delle norme europee sulla gestione dei sistemi AI, incluse le disposizioni relative a protezione dei dati, supervisione umana, tracciabilità e accountability degli strumenti utilizzati.

Particolarmente rilevante è il caso del Bando Tipo n. 2 dedicato ai servizi di architettura e ingegneria, settore nel quale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sta crescendo rapidamente attraverso strumenti di progettazione generativa, supporto BIM, simulazioni automatiche e analisi predittive. Il nuovo paragrafo 15.1 del disciplinare introduce una specifica attenzione alla “prevalenza del lavoro intellettuale”, chiarendo che l’eventuale impiego di AI non può sostituire la responsabilità professionale del progettista o dell’operatore economico incaricato della prestazione.

La misura punta a costruire maggiore visibilità sui processi digitali utilizzati nelle gare pubbliche. Le stazioni appaltanti potranno infatti acquisire informazioni sul ruolo effettivamente svolto dai sistemi AI nella redazione delle offerte tecniche e nell’esecuzione contrattuale, valutando eventuali implicazioni relative a qualità progettuale, sicurezza dei dati, affidabilità delle elaborazioni e conformità normativa.

L’aggiornamento dei bandi tipo si inserisce inoltre in una revisione più ampia della disciplina degli appalti pubblici successiva al correttivo del Codice dei Contratti e ai recenti pareri del Consiglio di Stato. Oltre all’intelligenza artificiale, le nuove versioni introducono indicazioni operative dedicate all’inversione procedimentale, alla gestione dell’accesso agli atti, alla digitalizzazione delle procedure e all’integrazione del BIM nei servizi tecnici.

L’ingresso dell’intelligenza artificiale nella documentazione standard ANAC rappresenta un passaggio importante per la trasformazione digitale del procurement pubblico italiano. L’AI viene infatti riconosciuta non più come strumento esterno o sperimentale, ma come tecnologia ormai integrata nei processi professionali e progettuali delle imprese che operano nel mercato degli appalti pubblici.

Di Fantasy