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Il Policlinico universitario Paolo Giaccone di Palermo ha avviato una sperimentazione che utilizza l’intelligenza artificiale per generare la prima bozza delle lettere di dimissione dei pazienti ricoverati. Il progetto punta a ridurre il tempo impiegato dai medici nelle attività documentali e a restituire maggiore spazio al lavoro clinico e assistenziale.

La sperimentazione è stata avviata nell’Unità operativa di Gastroenterologia e rientra nelle attività della Cabina di Regia dell’Università degli Studi di Palermo dedicata all’intelligenza artificiale. La struttura è stata istituita su impulso del rettore Massimo Midiri ed è coordinata dal professor Carlo Cammà, direttore della stessa unità operativa. Cammà coordina anche la Cabina di Regia del Policlinico voluta dalla direttrice generale Maria Grazia Furnari. Il progetto nasce quindi da una collaborazione tra Ateneo e azienda ospedaliera universitaria, con il coinvolgimento di competenze cliniche, informatiche e ingegneristiche.

Il sistema utilizza un Large Language Model, cioè un modello linguistico di grandi dimensioni capace di comprendere e generare testi a partire dalle informazioni già presenti nella cartella clinica del paziente. Il software analizza i dati relativi al ricovero, li organizza e produce una prima versione strutturata della relazione di dimissione. L’elaborazione richiede circa tre minuti. La compilazione manuale dello stesso documento impegna mediamente il medico per oltre trenta minuti, soprattutto quando occorre ricostruire diagnosi, esami, trattamenti, andamento del ricovero, terapia domiciliare e indicazioni per i controlli successivi.

L’intelligenza artificiale non produce però un documento destinato a essere consegnato automaticamente al paziente. La bozza viene controllata dal medico, che può correggerla, integrarla e modificarla prima della validazione definitiva. La responsabilità del contenuto clinico resta quindi interamente in capo al professionista sanitario. Il modello svolge una funzione di supporto redazionale e organizzativo, senza sostituire la valutazione medica né la firma del documento.

L’obiettivo dichiarato non è automatizzare la decisione clinica, ma alleggerire il carico burocratico collegato all’assistenza. La lettera di dimissione rappresenta infatti uno dei documenti più importanti del passaggio tra ospedale e territorio, perché riassume il percorso del paziente e fornisce le informazioni necessarie al medico di famiglia, agli specialisti e allo stesso interessato. Una compilazione più rapida deve comunque mantenere completezza, precisione e chiarezza. Per questo la sperimentazione dovrà verificare non soltanto il risparmio di tempo, ma anche la capacità del sistema di riportare correttamente le informazioni, evitare omissioni e distinguere i dati rilevanti da quelli secondari.

Gli aspetti clinici e scientifici del progetto sono seguiti dal dottor Ciro Celsa insieme a un gruppo multidisciplinare formato da medici, informatici e ingegneri dell’Università di Palermo. Lo sviluppo tecnologico e l’adattamento del modello al contesto sanitario sono affidati al Dipartimento di Ingegneria dell’Ateneo. Il gruppo comprende il professor Roberto Pirrone e gli ingegneri Salvatore Contino e Luca Cruciata. L’integrazione con l’infrastruttura informatica dell’ospedale viene curata dal Sistema Informativo Aziendale del Policlinico attraverso gli ingegneri Nicola Alessi e Nino Gaudesi. Questa attività comprende anche il rispetto degli standard di sicurezza e protezione dei dati sanitari. Il trattamento delle informazioni all’interno dell’ambiente ospedaliero è un elemento centrale del progetto. Cartelle cliniche, diagnosi, terapie ed esami contengono dati particolarmente sensibili che non possono essere inviati senza adeguate garanzie a servizi esterni o infrastrutture non controllate.

A supporto della sperimentazione è stata acquistata una nuova workstation dotata di GPU ad alte prestazioni, installata presso il Sistema Informativo Aziendale del Policlinico. L’infrastruttura è stata finanziata attraverso un contributo non condizionante di Roche. La disponibilità di capacità computazionale interna consente di elaborare i dati direttamente nell’ambiente ospedaliero, riducendo la necessità di trasferirli verso piattaforme esterne. La struttura potrà essere utilizzata sia per ampliare il progetto sulle lettere di dimissione sia per sviluppare ulteriori applicazioni dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nell’attività clinica. Il contributo viene definito non condizionante perché sostiene l’acquisto dell’infrastruttura senza attribuire all’azienda finanziatrice il controllo sulle scelte scientifiche, sui risultati o sulle modalità operative della sperimentazione.

La collaborazione con Roche aveva già permesso al Policlinico di sviluppare un precedente progetto di ricerca, successivamente validato e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale JHEP Reports. In quel caso era stato realizzato un sistema di intelligenza artificiale destinato a supportare le decisioni terapeutiche nei pazienti affetti da epatocarcinoma, il tumore primitivo del fegato. Il modello analizzava le caratteristiche cliniche dei pazienti e le confrontava con le principali linee guida internazionali. Il sistema offriva così un supporto ai medici nella scelta del trattamento più appropriato per una patologia che richiede valutazioni multidisciplinari e può essere affrontata attraverso strategie differenti in base allo stadio della malattia e alle condizioni del paziente.

Il nuovo progetto interviene invece sulla documentazione clinica. Pur non prendendo direttamente decisioni terapeutiche, un modello linguistico applicato alle lettere di dimissione deve operare con un livello elevato di affidabilità, perché un errore può compromettere la continuità delle cure. Tra i rischi da controllare figurano l’inserimento di informazioni non presenti nella cartella, la confusione tra terapie precedenti e nuove prescrizioni, l’omissione di indicazioni importanti o l’attribuzione al paziente di dati riferiti a un altro momento del ricovero. La validazione umana resta quindi indispensabile. Il risparmio di tempo sarà reale soltanto se il medico potrà controllare rapidamente una bozza accurata, senza dover ricostruire l’intero documento o cercare numerosi errori prodotti dal modello.

Una volta conclusa la fase pilota in Gastroenterologia, il Policlinico intende estendere progressivamente la redazione assistita delle lettere di dimissione a tutte le unità operative dell’ospedale universitario. Ogni reparto presenta però esigenze differenti. Una lettera prodotta in Gastroenterologia contiene dati e percorsi diversi rispetto a quelli di Cardiologia, Chirurgia, Oncologia, Medicina interna o Terapia intensiva. Il modello dovrà quindi essere adattato ai linguaggi specialistici e alle procedure delle singole strutture.

Una fase successiva dovrebbe riguardare anche l’automatizzazione della codifica della Scheda di dimissione ospedaliera, il documento utilizzato per rappresentare in forma standardizzata diagnosi, procedure e caratteristiche del ricovero. La codifica dovrebbe essere effettuata secondo la classificazione internazionale ICD-10 dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il sistema potrebbe individuare nel testo clinico le informazioni rilevanti e proporre i codici corrispondenti, lasciando agli operatori la verifica conclusiva. Una maggiore uniformità nella compilazione delle schede può migliorare la qualità dei dati sanitari, la rendicontazione delle attività, le analisi epidemiologiche e il monitoraggio dei percorsi ospedalieri. Anche in questo caso, però, una codifica errata può produrre conseguenze amministrative, economiche e statistiche.

Il progetto del Policlinico Paolo Giaccone applica quindi l’intelligenza artificiale a una delle attività più impegnative e ripetitive del lavoro medico, mantenendo il professionista al centro del processo. Il sistema legge le informazioni già disponibili, le trasforma in una bozza strutturata e riduce da oltre trenta a circa tre minuti il tempo necessario per predisporre il documento preliminare. Il medico conserva il compito di verificare ogni informazione, completare il testo e assumersi la responsabilità della versione finale. La sperimentazione dovrà ora misurare l’accuratezza delle bozze, il numero e il tipo di correzioni necessarie, il tempo effettivamente risparmiato e la capacità dell’infrastruttura di proteggere i dati. Soltanto dopo queste verifiche il sistema potrà essere esteso in sicurezza agli altri reparti del Policlinico.

Di Fantasy