L’intelligenza artificiale sta trasformando l’automobile in una piattaforma informatica nella quale chip, software, cloud e algoritmi controllano una parte crescente delle funzioni di bordo e dei processi industriali. Per i costruttori, la capacità di sviluppare internamente tutte queste tecnologie è limitata dagli investimenti necessari, dalla carenza di competenze specialistiche e dalla velocità dell’innovazione, rendendo centrali le alleanze con i grandi gruppi tecnologici. I rapporti di forza dipendono però dalla solidità industriale e finanziaria dei singoli marchi: alcune case mantengono il controllo dell’architettura digitale integrando componenti esterni, mentre altre affidano ai partner tecnologici porzioni sempre più estese del veicolo, della produzione e dei servizi collegati.
Nvidia occupa una posizione centrale grazie ai chip ad alte prestazioni utilizzati per gestire climatizzazione, infotainment, sistemi avanzati di assistenza alla guida e applicazioni di intelligenza artificiale. Tra i costruttori che impiegano le sue piattaforme figurano Mercedes-Benz, Jaguar Land Rover, Volvo, Hyundai, Toyota e numerosi gruppi cinesi, tra cui Nio, BYD, Xpeng, Li Auto, Zeekr e IM Motors. Una parte dell’industria cinese sta tuttavia cercando di ridurre la dipendenza dai fornitori statunitensi: BYD, Nio, Xpeng e Geely hanno avviato lo sviluppo di processori proprietari più avanzati, trasformando la progettazione dei chip in una componente della competizione tecnologica e geopolitica tra Cina e Stati Uniti.
Huawei rappresenta il principale concorrente cinese di Nvidia, ma adotta un modello più esteso rispetto alla semplice fornitura di semiconduttori. Dopo l’inserimento nella lista commerciale statunitense del 15 maggio 2019 e la conseguente esclusione dall’ecosistema Android e da una parte delle forniture internazionali di chip, l’azienda ha costruito un’infrastruttura autonoma che comprende hardware, sistemi operativi, intelligenza artificiale, cloud, sensori e canali di vendita. Attraverso la Harmony Intelligent Mobility Alliance, Huawei mette a disposizione dei costruttori una piattaforma completa che include HarmonyOS per l’infotainment, software per la guida autonoma, sensori LiDAR e Huawei Cloud per la gestione delle fabbriche intelligenti.
Le soluzioni di Huawei vengono utilizzate anche per controllare la qualità dei componenti con sistemi di visione artificiale, coordinare i robot sulle linee produttive e automatizzare le attività industriali con l’obiettivo di ridurre tempi e costi. La società collabora con grandi gruppi come SAIC e partecipa alla realizzazione di marchi sviluppati con diversi costruttori cinesi, tra cui Aito con Seres, Luxeed con Chery, Stelato con BAIC e Maextro con JAC. Il ruolo del gruppo tecnologico non si limita quindi alla piattaforma digitale, ma può estendersi alla progettazione, al posizionamento commerciale e alla vendita delle automobili attraverso la propria rete di negozi.
Google segue una strategia basata soprattutto sul sistema operativo, sul cloud e sulla guida autonoma. Android Automotive OS è integrato nei veicoli di Renault, Volvo, Polestar, General Motors, Ford e Honda e trasferisce all’interno dell’auto un ecosistema software già familiare agli utenti di smartphone. Parallelamente, Google ha iniziato a investire nella guida autonoma circa vent’anni fa attraverso il progetto diventato successivamente Waymo, che oggi gestisce flotte di robotaxi in diverse città statunitensi. La piattaforma di guida utilizza processori proprietari considerati tra i più avanzati del settore occidentale e viene applicata anche alla Ojai, un veicolo elettrico per il trasporto passeggeri prodotto materialmente dalla cinese Zeekr.
In Europa, Google ha sviluppato un rapporto particolarmente stretto con Renault. Nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, dove viene costruita la nuova Twingo elettrica e dove saranno prodotte anche le relative varianti Dacia e Nissan, Google Cloud svolge un ruolo importante nel controllo della qualità e nella gestione digitale della produzione. L’intelligenza artificiale viene impiegata per analizzare i processi, individuare anomalie e migliorare l’efficienza industriale, con una struttura simile a quella adottata da Huawei nelle fabbriche cinesi. La riduzione dei costi di sviluppo e produzione costituisce uno dei motivi principali che spingono i gruppi automobilistici a integrare servizi cloud e strumenti di AI sviluppati esternamente.
In Cina, Baidu ha costruito con Apollo una delle maggiori piattaforme per robotaxi e punta a trasformare le proprie tecnologie di guida autonoma e i relativi chip in prodotti destinati anche ad altri costruttori. Nel mercato occidentale, Microsoft collabora invece con Mercedes-Benz e Stellantis attraverso Azure per digitalizzare gli stabilimenti e sviluppare sistemi di fabbrica intelligente. Il gruppo lavora inoltre con OpenAI alla realizzazione di software e assistenti conversazionali destinati all’infotainment, collegando i modelli generativi ai servizi utilizzati direttamente dal conducente e dai passeggeri.
Amazon opera sia nella produzione sia nei servizi di bordo. Con BMW utilizza le proprie tecnologie per ottimizzare l’organizzazione e il funzionamento degli stabilimenti, mentre Stellantis integra Alexa come assistente virtuale all’interno dei veicoli. Attraverso Amazon Web Services e la controllata Zoox, il gruppo sta inoltre sperimentando una propria piattaforma di guida autonoma su strada, con l’obiettivo di sviluppare una tecnologia trasferibile o commercializzabile presso altri operatori del settore.
La collaborazione tra industria automobilistica e tecnologica riguarda anche robotica e produzione avanzata. All’inizio di giugno Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha incontrato in Corea del Sud Euisun Chung, presidente esecutivo di Hyundai Motor Group, per ampliare la cooperazione nell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità autonoma, ai robot e agli stabilimenti intelligenti. L’accordo comprende anche il rafforzamento della presenza di Nvidia a Saemangeum, area che la Corea del Sud intende sviluppare come polo nazionale per l’intelligenza artificiale.
La competizione non riguarda quindi soltanto chi produrrà le automobili, ma chi controllerà i sistemi digitali che le fanno funzionare, i dati generati durante l’utilizzo, le piattaforme cloud delle fabbriche e gli algoritmi destinati alla guida. I costruttori capaci di sviluppare chip e software proprietari possono conservare una maggiore autonomia, mentre gli altri rischiano di diventare integratori industriali di tecnologie progettate da Nvidia, Huawei, Google, Microsoft, Amazon e dagli altri operatori che stanno costruendo l’infrastruttura dell’automobile intelligente.
