Jaipur Robotics ha raccolto 4,3 milioni di euro in un round Seed destinato ad accelerare l’espansione internazionale della propria piattaforma di intelligenza artificiale e computer vision per gli impianti Waste-to-Energy. Il finanziamento è stato guidato da EquityPitcher Ventures e High-Tech Gründerfonds, HTGF, e sarà utilizzato per ampliare la presenza commerciale dell’azienda in nuovi mercati, sviluppare ulteriormente la tecnologia e aumentare la profondità delle funzionalità offerte agli operatori industriali. La startup ha sede a Manno, in Svizzera, presso il Tecnopolo Ticino, ed è stata fondata da Ermes Zamboni e Nikhil Prakash con l’obiettivo di automatizzare attività che negli impianti di trattamento dei rifiuti vengono ancora svolte attraverso monitoraggio manuale e processi analogici.

La tecnologia di Jaipur Robotics utilizza algoritmi avanzati di computer vision per analizzare in tempo reale i materiali presenti nelle aree di ricezione e nei bunker degli impianti Waste-to-Energy. Il sistema è in grado di individuare rifiuti sovradimensionati o potenzialmente pericolosi prima che provochino blocchi, danneggiamenti delle apparecchiature o interruzioni non programmate della produzione. La piattaforma raccoglie inoltre informazioni sulla composizione e sulle caratteristiche dei rifiuti, trasformandole in dati utilizzabili per migliorare il funzionamento complessivo dell’impianto. Jaipur Robotics stima che inefficienze legate alla movimentazione manuale dei rifiuti possano comportare perdite fino a 4,3 milioni di dollari all’anno per singolo impianto.

Una delle applicazioni sviluppate riguarda il rilevamento automatico di oggetti pericolosi o troppo grandi presenti nei bunker e nelle baie di scarico. Le telecamere e i modelli di visione artificiale monitorano continuamente il flusso dei materiali, identificano gli elementi problematici e forniscono agli operatori informazioni che consentono di intervenire prima che raggiungano le fasi più delicate del processo. Secondo i dati indicati dall’azienda, la prevenzione dei danni alle apparecchiature e delle conseguenti perdite di produzione può generare un risparmio fino a 1,1 milioni di euro per impianto ogni anno, mentre l’utilizzo del sistema può contribuire a ridurre del 10% le fermate non programmate.

La piattaforma comprende anche una funzione di calorific value mapping che costruisce in tempo reale una mappa del potere calorifico inferiore, o LHV, dei rifiuti presenti nel bunker. Queste informazioni vengono utilizzate per guidare gli operatori delle gru nella miscelazione dei materiali, cercando di ottenere una composizione più omogenea prima dell’alimentazione del forno. Una migliore miscelazione consente di stabilizzare il processo di combustione e di evitare forti variazioni nell’energia contenuta nei rifiuti caricati nell’impianto. Jaipur Robotics stima che questa ottimizzazione possa generare risparmi fino a 9 milioni di euro all’anno per singolo impianto.

Un’altra componente riguarda il tracking delle gru, con un sistema che registra e analizza in tempo reale i loro movimenti all’interno del bunker. I dati vengono utilizzati per ricostruire le operazioni di movimentazione dei rifiuti, individuare inefficienze, ridurre tempi morti e migliorare la produttività. L’obiettivo è creare un livello digitale sovrapposto alle operazioni fisiche dell’impianto, nel quale i dati ricavati dalla visione artificiale possano essere utilizzati non soltanto per identificare singoli eventi, ma anche per ottimizzare sequenze operative, miscelazione, movimentazione e alimentazione delle linee di combustione.

Il mercato di riferimento comprende oltre 3.100 impianti Waste-to-Energy nel mondo, per un valore stimato intorno ai 40 miliardi di euro, e una parte significativa di queste strutture continua a dipendere da procedure manuali per il monitoraggio e la gestione dei materiali. La piattaforma di Jaipur Robotics è già utilizzata in Svizzera e in diversi Paesi europei e tra le installazioni figura l’impianto cantonale di termovalorizzazione di Giubiasco, gestito da ACR. L’azienda punta ora ad ampliare il numero di installazioni in Europa e ad entrare in nuove aree geografiche, estendendo progressivamente il proprio sistema anche ad altri impianti industriali nei quali l’analisi automatizzata dei materiali può migliorare sicurezza ed efficienza.

Jaipur Robotics conta attualmente circa 40 collaboratori distribuiti tra Svizzera e Asia, sei dei quali lavorano in Ticino. Il nuovo capitale sarà utilizzato anche per ampliare il team e creare ulteriori posti di lavoro nella regione, oltre che per rafforzare ricerca, sviluppo e attività commerciali. Il percorso della società in Ticino era iniziato nel 2023 con la partecipazione al Boldbrain Startup Challenge ed è proseguito con l’insediamento al Tecnopolo Ticino, il supporto della Fondazione AGIRE e successive attività di coaching e incontro con gli investitori. La società è stata formalmente iscritta nel registro di commercio svizzero nel febbraio 2024 e ha sede a Manno.

La strategia tecnologica della startup punta infine a trasformare i dati provenienti dai rifiuti in una componente centrale dell’automazione degli impianti. Il sistema non viene quindi sviluppato soltanto come strumento di videosorveglianza intelligente, ma come piattaforma operativa capace di riconoscere i materiali, anticipare situazioni di rischio, produrre informazioni sul contenuto energetico dei rifiuti e supportare l’automazione delle operazioni meccaniche. Il round Seed da 4,3 milioni di euro servirà a portare questa architettura in un numero maggiore di impianti e ad ampliare le sue applicazioni industriali, con l’obiettivo dichiarato di utilizzare i dati sui rifiuti come base per aumentare sicurezza e automazione lungo l’intero processo Waste-to-Energy.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy