Bigwave Robotics avvierà insieme a Space Factory l’impiego progressivo di robot umanoidi nelle attività di produzione e costruzione di abitazioni modulari, introducendo queste piattaforme all’interno di una linea già caratterizzata da un elevato livello di automazione. Space Factory è specializzata nella realizzazione di case modulari in legno e utilizza un processo nel quale una parte consistente dell’edificio viene prefabbricata in fabbrica prima del trasferimento e dell’assemblaggio in cantiere. Le due aziende intendono integrare robot umanoidi nelle linee automatizzate esistenti con l’obiettivo di aumentare l’efficienza delle lavorazioni e ampliare il numero di operazioni che possono essere affidate a sistemi robotizzati.
La prima applicazione prevista riguarda la posa dei materiali isolanti, una fase che presenta caratteristiche particolarmente adatte alla sperimentazione di robot umanoidi. Gli operatori devono infatti manipolare materiali che possono risultare dannosi per l’apparato respiratorio e per la pelle, mentre gli elementi isolanti possono avere forme irregolari e richiedere movimenti e adattamenti difficili da gestire attraverso i tradizionali robot industriali progettati per compiti fortemente ripetitivi e oggetti con geometrie prevedibili. Bigwave Robotics punta quindi a utilizzare la maggiore flessibilità operativa dei robot umanoidi per affrontare proprio queste lavorazioni caratterizzate dalla presenza di oggetti non standardizzati e da una maggiore variabilità nell’ambiente di lavoro.
L’introduzione degli umanoidi non partirà quindi da una sostituzione completa della linea automatizzata già utilizzata da Space Factory, ma da un’integrazione progressiva nelle fasi dove i sistemi robotici convenzionali incontrano maggiori difficoltà. La produzione modulare si presta in particolare a questo tipo di sperimentazione perché concentra in un ambiente industriale controllato numerose operazioni che nella costruzione tradizionale vengono eseguite direttamente in cantiere. L’impiego iniziale nella posa dell’isolamento consentirà alle aziende di raccogliere dati relativi alle attività realmente svolte dai robot e di utilizzarli successivamente per ampliare il livello di automazione del processo produttivo.
Bigwave Robotics sta già sviluppando una parte rilevante della propria attività nel settore degli umanoidi: secondo i dati comunicati dall’azienda, nel 2026 circa il 20% del fatturato complessivo proviene da questa divisione. I robot e le relative soluzioni sono già stati forniti anche a società appartenenti ai settori dell’industria pesante, della cosmetica e della produzione di componenti automobilistici. La collaborazione con Space Factory estende quindi l’utilizzo delle piattaforme umanoidi anche alla costruzione e alla prefabbricazione di abitazioni modulari, aggiungendo un contesto produttivo nel quale la capacità di manipolare materiali irregolari e adattarsi a operazioni meno rigidamente strutturate rappresenta un requisito importante.
I dati raccolti durante le attività nelle linee di Space Factory saranno utilizzati anche per sviluppare ulteriormente sistemi produttivi completamente automatizzati. Bigwave Robotics punta in particolare alla realizzazione di una cosiddetta dark factory, cioè un impianto capace di operare senza presenza umana continuativa nelle aree di produzione. L’esperienza acquisita attraverso le applicazioni reali degli umanoidi dovrebbe contribuire all’addestramento e all’ottimizzazione dei sistemi destinati a svolgere un numero crescente di attività all’interno dello stesso processo industriale.
Con questa collaborazione Bigwave Robotics estende inoltre il proprio lavoro sulla physical AI al settore delle costruzioni. L’azienda intende sviluppare ulteriormente soluzioni specifiche per questo ambito e utilizzare le applicazioni nella prefabbricazione per rivolgersi anche al mercato internazionale delle abitazioni modulari. L’impiego iniziale nella posa dell’isolamento rappresenta quindi il primo passaggio di un programma più ampio, nel quale robot umanoidi e automazione tradizionale vengono combinati all’interno delle linee di produzione per coprire lavorazioni che finora risultavano difficili da automatizzare con sistemi robotici convenzionali.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
