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Google ha aperto i preordini dei primi laptop Googlebook, nuova categoria di computer portatili sviluppata insieme ad Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo e progettata per combinare lo stack tecnologico di Android con le basi desktop di ChromeOS. La gamma iniziale comprende cinque modelli di fascia alta, con prezzi a partire da 899 dollari, e punta soprattutto sull’integrazione diretta con gli smartphone Android, sulle funzioni di intelligenza artificiale basate su Gemini e su una dotazione hardware comune orientata a produttività, creatività e utilizzo professionale. I dispositivi possono essere preordinati attraverso Google Store, Best Buy e altri rivenditori selezionati e arriveranno nei negozi il 4 ottobre 2026 negli Stati Uniti e il 5 ottobre in Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania e Australia. Ogni Googlebook comprende inoltre 12 mesi di Google AI Pro con 5 TB di spazio cloud e accesso agli strumenti Gemini Advanced, tre mesi di YouTube Premium, Adobe Photoshop e un anno gratuito di GeForce NOW, mentre Google prevede aggiornamenti funzionali e software per Googlebook OS per un periodo massimo di dieci anni.

I cinque modelli condividono una base tecnica comune ma presentano configurazioni e form factor differenti. Acer propone l’unico modello convertibile della gamma, utilizzabile sia come notebook sia come tablet, mentre ASUS punta soprattutto sulla leggerezza con un dispositivo da 2,2 libbre, circa un chilogrammo. Dell ha sviluppato un modello orientato all’equilibrio tra altezza, peso e dimensioni dello schermo, HP ha privilegiato maggiormente il design e Lenovo propone una configurazione con display da 15 pollici. I materiali utilizzati comprendono alluminio, lega di magnesio e fibra di carbonio, mentre i display touchscreen arrivano fino alla risoluzione 2.8K OLED e sono progettati per rimanere leggibili anche all’aperto sotto luce solare diretta. Tutti i modelli adottano tastiere retroilluminate personalizzate e trackpad aptici in vetro di grandi dimensioni, mentre la parte audio può arrivare fino a sei altoparlanti con Dolby Atmos ed è affiancata da microfoni con cancellazione del rumore. Al lancio sono disponibili configurazioni con processori Intel Core Ultra Series 3 oppure Qualcomm Snapdragon X Elite, entrambi affiancati da NPU dedicate con una capacità dichiarata superiore a 45 TOPS per l’elaborazione AI direttamente sul dispositivo. La memoria parte da 16 GB di RAM e può arrivare a 32 GB su alcuni modelli, mentre Google dichiara fino a 14 ore di riproduzione video e fino a 16 ore di navigazione web.

Tra gli elementi distintivi della nuova gamma torna anche la Glowbar, una barra luminosa esterna che si attiva durante l’avvio del computer, visualizza progressivamente il livello di carica della batteria e mostra animazioni durante le interazioni con Gemini. Google prevede inoltre di consentire agli sviluppatori di creare animazioni personalizzate per la Glowbar, trasformandola quindi da semplice indicatore di stato in un elemento programmabile collegato alle applicazioni e alle attività svolte sul sistema. La piattaforma è stata sviluppata anche in collaborazione con Intel, Qualcomm e MediaTek, indicando un’impostazione hardware non vincolata a una sola architettura e destinata a supportare diverse combinazioni di processori e acceleratori per l’intelligenza artificiale. L’impostazione generale della gamma rimane comunque comune: materiali premium, touchscreen ad alta risoluzione, accelerazione AI locale e stretta integrazione con i servizi Google e con l’ecosistema Android.

L’integrazione con lo smartphone Android costituisce uno degli elementi principali di Googlebook. Al primo accesso, impostazioni, password salvate, reti Wi-Fi e messaggi presenti sul telefono possono essere trasferiti al laptop attraverso un sistema protetto da crittografia end-to-end, riducendo la necessità di riconfigurare manualmente il nuovo dispositivo. La funzione Continue On consente di riprendere direttamente dalla barra delle applicazioni del laptop un’attività iniziata sullo smartphone, mentre l’app Files permette di visualizzare, cercare e aprire file e fotografie conservati sul telefono senza doverli trasferire manualmente o inviare tramite altri servizi. Con Cast My Apps è invece possibile eseguire in streaming le applicazioni dello smartphone all’interno di una finestra desktop e interagire con esse senza interrompere il lavoro svolto sul computer, ad esempio per utilizzare un’app di consegna, recuperare un codice monouso ricevuto tramite Messaggi o accedere rapidamente a funzioni disponibili soltanto sul telefono. L’obiettivo tecnico è ridurre la separazione tra ambiente mobile e desktop facendo leva sulla base Android condivisa tra i due dispositivi.

L’intelligenza artificiale è integrata direttamente nell’interfaccia attraverso diverse funzioni basate su Gemini. Magic Pointer permette di richiamare Gemini muovendo rapidamente il cursore e consente di applicare l’assistente direttamente al contenuto visualizzato sullo schermo, ad esempio per organizzare un calendario, tradurre un testo, verificare un messaggio sospetto o utilizzare informazioni presenti in una pagina per creare nuove attività. La funzione viene attivata soltanto quando l’utente esegue il gesto previsto e può essere disattivata completamente. Rambler, collocato accanto al tasto Quick Insert, trasforma invece il parlato libero in testo strutturato, organizzando automaticamente appunti, attività e idee attraverso titoli, checklist ed elementi formattati e supportando anche il passaggio da una lingua all’altra all’interno della stessa frase. Create My Widget consente infine di generare widget personalizzati descrivendone in linguaggio naturale il comportamento desiderato, senza richiedere competenze di programmazione. Alla dotazione si aggiungono Gemini Live, automazioni delle attività e suggerimenti proattivi basati sui contenuti presenti sullo schermo, mentre Gemini Spark può continuare a elaborare alcune richieste in background anche quando il laptop è chiuso.

Sul piano software, Googlebook combina il browser Chrome in versione desktop completa, con supporto alle estensioni, con l’accesso a milioni di applicazioni Android attraverso il Play Store. Molte app sono state adattate per l’utilizzo su schermi di grandi dimensioni e con mouse e tastiera, mentre alcuni software creativi sono disponibili in versioni native, tra cui Adobe Photoshop, Adobe Lightroom e CapCut. Le piattaforme di streaming come Netflix e HBO Max supportano inoltre la visualizzazione offline, mentre l’integrazione con GeForce NOW permette di accedere in streaming a videogiochi di fascia AAA. Per sviluppatori e utenti tecnici, ogni Googlebook include Antigravity, la piattaforma di Google dedicata allo sviluppo di agenti AI, che può essere utilizzata per creare, testare e distribuire applicazioni direttamente sul dispositivo. È disponibile anche un ambiente terminale completo nel quale possono essere eseguiti strumenti come Claude Code o Antigravity CLI, consentendo quindi attività di programmazione agentica e automazione direttamente dal sistema locale.

L’architettura di sicurezza deriva direttamente da ChromeOS ed è basata sul root of trust hardware Google Titan, su un modello di protezione multilivello e su sistemi di rilevamento del malware direttamente sul dispositivo. Googlebook introduce inoltre quello che Google definisce il primo hypervisor pKVM con certificazione di sicurezza Level 5 utilizzato su un laptop. Il componente permette di eseguire un ambiente Linux isolato con accesso completo al terminale, mantenendo separati dal sistema principale strumenti per sviluppatori, repository di codice e agenti autonomi. La possibilità di eseguire ambienti Linux protetti rappresenta un elemento importante soprattutto per gli utenti che utilizzano il dispositivo per sviluppo software e attività agentiche, perché consente di mantenere una separazione tra il sistema operativo principale e i processi potenzialmente più complessi o meno affidabili eseguiti attraverso terminale.

Google aveva presentato per la prima volta Googlebook il 12 maggio 2026, descrivendolo come una nuova categoria di laptop costruita sull’integrazione tra Android e ChromeOS, a oltre quindici anni dall’introduzione dei Chromebook. Già nella presentazione iniziale erano stati indicati Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo come partner hardware e l’arrivo dei primi dispositivi era stato programmato per l’autunno. Nella stessa occasione Google aveva spiegato che Magic Pointer era stato sviluppato insieme al team di Google DeepMind, confermando fin dall’inizio l’impostazione fortemente orientata all’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’interfaccia desktop. Con l’apertura dei preordini, la piattaforma entra quindi nella fase commerciale mantenendo la struttura annunciata a maggio: hardware prodotto da partner esterni, sistema operativo sviluppato da Google, integrazione nativa con Android e funzioni Gemini incorporate nel flusso di lavoro quotidiano del laptop.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy