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L’Istituto italiano di intelligenza artificiale AI4I ha presentato pubblicamente a Torino la AI Foundry Peano, una nuova infrastruttura nazionale di calcolo avanzato progettata per sostenere attività di ricerca, sviluppo, sperimentazione e messa in produzione di applicazioni di intelligenza artificiale ad alta intensità computazionale.

La presentazione si è svolta presso le OGR Torino e ha mostrato un’infrastruttura concepita non soltanto come supercomputer, ma come ambiente integrato per accompagnare l’intero ciclo di vita di un progetto di AI. Peano può essere utilizzato per lo sviluppo dei modelli, il training, la validazione, l’inferenza e il deployment delle applicazioni, mettendo a disposizione potenza di calcolo, servizi tecnici e competenze specialistiche.

La Foundry integra un’architettura di ultima generazione dotata di oltre 140 GPU Nvidia. La capacità computazionale è destinata a supportare carichi di lavoro complessi e applicazioni che richiedono elevate risorse per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli. Peano è già entrato nella TOP500, la classifica internazionale dei supercomputer più potenti al mondo, raggiungendo il 315º posto. Nel benchmark HPL ha registrato una prestazione pari a 4,53 petaflop al secondo, un risultato ottenuto prima che la Foundry raggiungesse la piena operatività.

L’infrastruttura è stata progettata per coprire il passaggio dalla sperimentazione alla validazione industriale. Ricercatori, startup e imprese potranno quindi utilizzare lo stesso ambiente per sviluppare nuove soluzioni, eseguire test, verificarne l’affidabilità e portarle successivamente in produzione. Il modello operativo combina infrastrutture HPC, risorse cloud, servizi di engineering e supporto specialistico. L’obiettivo è evitare che la disponibilità di potenza di calcolo rimanga separata dalle competenze necessarie per trasformarla in applicazioni concretamente utilizzabili.

Secondo Riccardo Di Maria, responsabile HPC, AI ed engineering di AI4I, Peano è stato costruito per accompagnare tutte le fasi dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’ambiente governato della Foundry permette di integrare capacità computazionale e assistenza ingegneristica, riducendo la distanza tra una prova sperimentale e l’adozione operativa di una soluzione. La piattaforma è destinata a creare un percorso più rapido per lo sviluppo di applicazioni AI da parte del sistema scientifico e produttivo italiano. La disponibilità di un’infrastruttura nazionale consente infatti di svolgere attività di training e validazione senza dipendere esclusivamente da piattaforme di calcolo straniere.

Fabio Pammolli, presidente di AI4I, ha presentato le infrastrutture di calcolo come una leva strategica per la competitività, la crescita industriale e la sovranità tecnologica. La Foundry Peano rafforza il ruolo dell’Istituto come infrastruttura nazionale dedicata all’intelligenza artificiale e come punto di collegamento tra ricerca, innovazione e sviluppo produttivo. Il progetto attribuisce al concetto di “foundry”, o fonderia, un significato operativo. Come una fonderia industriale trasforma le materie prime in prodotti utilizzabili, la piattaforma punta a trasformare capacità computazionale, algoritmi, dati e competenze tecniche in applicazioni di intelligenza artificiale pronte per essere sperimentate e adottate dalle imprese.

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha collegato l’apertura della struttura al progressivo consolidamento della città come polo europeo dell’innovazione. La presenza della Fondazione AI4I e della nuova infrastruttura rafforza il posizionamento internazionale di Torino in un settore destinato a produrre effetti rilevanti sull’economia e sulla società. Anche il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone ha sottolineato il valore della Foundry nella competizione tecnologica internazionale. La disponibilità di uno dei sistemi di calcolo più potenti presenti in Italia offre al Piemonte una nuova risorsa per attrarre progetti, competenze e investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale.

Alla presentazione ha partecipato anche Maria Grazia Giuffreda, associate director dello Swiss National Supercomputing Centre, collegato all’ETH di Zurigo. Il suo intervento ha approfondito il ruolo delle infrastrutture HPC nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e della ricerca scientifica a livello internazionale. Le conclusioni sono state affidate al direttore di AI4I Antonio Emilio Calegari, che ha richiamato l’importanza della collaborazione tra ricerca, istituzioni e industria. La disponibilità del supercomputer rappresenta infatti soltanto una delle componenti necessarie: la trasformazione della capacità di calcolo in innovazione richiede anche competenze, progetti condivisi e un collegamento stabile con il sistema produttivo.

Di Fantasy