Justin McLeod, fondatore di Hinge, ha raccolto 18 milioni di dollari per sviluppare Overtone, un nuovo servizio di matchmaking basato sull’intelligenza artificiale che punta a sostituire lo scorrimento continuo dei profili con un numero limitato di presentazioni selezionate. Il debutto è previsto entro la fine del 2026, inizialmente soltanto in alcune città che non sono state ancora comunicate. McLeod ha lasciato la guida di Hinge alla fine del 2025 per dedicarsi al nuovo progetto. Overtone aveva iniziato a prendere forma proprio all’interno della società, attraverso una piccola squadra che vi aveva lavorato per gran parte dell’anno, prima della separazione e della costituzione di un’impresa indipendente.
Al primo importante round di finanziamento hanno partecipato FirstMark Capital, Pace Capital e Match Group, la multinazionale proprietaria di Hinge, Tinder e OkCupid. Nel consiglio di amministrazione di Overtone sono entrati anche la psicoterapeuta Esther Perel, l’amministratore delegato di Match Group Spencer Rascoff e Diana Chapman, fondatrice del Signal Institute.
McLeod preferisce definire Overtone un servizio di matchmaking e non una tradizionale app di incontri. Il modello si avvicina maggiormente a quello di un’agenzia matrimoniale contemporanea, nella quale l’utente non consulta un catalogo potenzialmente infinito di profili e non deve decidere in pochi secondi chi approvare o rifiutare. Sarà il sistema a individuare le persone considerate più compatibili, proporre soltanto gli incontri ritenuti promettenti e spiegare le ragioni alla base di ciascun abbinamento. L’obiettivo è eliminare lo swipe, l’accumulo di match, le numerose conversazioni parallele e la sensazione che dietro ogni profilo possa essercene sempre uno migliore.
L’intelligenza artificiale non verrà quindi utilizzata per aumentare il numero di persone mostrate all’utente, ma per escludere anticipatamente la maggior parte dei profili e restringere la selezione. Overtone dovrebbe conoscere ogni iscritto abbastanza bene da proporre poche persone compatibili, lasciando poi agli interessati il compito di incontrarsi e verificare di persona la presenza di attrazione e sintonia. Questo approccio rovescia il modello reso popolare da Tinder, basato sulla rapidità delle decisioni, sull’abbondanza delle opzioni e sulla permanenza prolungata all’interno dell’applicazione. Overtone punta invece a ridurre il tempo trascorso nella piattaforma e a concentrare l’esperienza sulle presentazioni effettivamente considerate significative.
La voce dovrebbe rappresentare il principale strumento utilizzato per conoscere gli utenti. Il funzionamento definitivo non è stato ancora mostrato, ma il servizio viene descritto come un ambiente incentrato sull’audio e sul racconto personale, anziché su fotografie, brevi biografie, professione, età e interessi selezionati da un elenco. Il nome Overtone deriva proprio da questo principio. In ambito musicale, gli overtones sono le sfumature armoniche che rendono riconoscibile un suono anche quando la nota di partenza è identica. Allo stesso modo, due persone possono presentare dati anagrafici e obiettivi apparentemente simili, come la stessa età, la medesima città, un livello di istruzione equivalente e il desiderio di una relazione stabile, ma differire profondamente nel modo in cui parlano di sé, interpretano i rapporti e descrivono le proprie aspettative. L’audio dovrebbe permettere al sistema di rilevare queste differenze attraverso le storie raccontate, le priorità espresse, il modo di descrivere una relazione precedente e le caratteristiche ricercate in un partner. Non è però ancora stato chiarito se gli utenti dialogheranno con un assistente artificiale, affronteranno una lunga intervista guidata oppure registreranno una serie di risposte vocali.
Non sono note neppure la durata della fase iniziale, le informazioni alle quali verrà attribuito maggiore peso e le modalità con cui gli utenti potranno correggere eventuali interpretazioni errate prodotte dal sistema.
L’intelligenza artificiale dovrebbe rimanere prevalentemente dietro le quinte. Almeno nella configurazione iniziale, non verrà impiegata per scrivere messaggi al posto degli iscritti, sostenere conversazioni con altri agenti artificiali o simulare una relazione sentimentale. Il suo compito sarà conoscere gli utenti, confrontare i loro profili e decidere quali presentazioni organizzare. La scelta differenzia Overtone da altre applicazioni che stanno introducendo l’AI per migliorare le fotografie, correggere i profili o suggerire messaggi di apertura. Hinge utilizza già sistemi capaci di fornire indicazioni sulla presentazione personale e sull’avvio delle conversazioni, mentre Tinder ha sperimentato raccomandazioni automatiche e selezioni ristrette di potenziali partner.
McLeod ha inoltre preso le distanze dai compagni virtuali progettati per sostituire le relazioni umane. Quando era ancora alla guida di Hinge, aveva definito questa prospettiva un terreno pericoloso, sostenendo che la tecnologia dovrebbe aiutare le persone a incontrarsi dal vivo e non convincerle a mantenere un legame con un chatbot. Overtone segue la stessa impostazione. L’AI potrà scegliere chi mettere in contatto e motivare la propria decisione, ma dovrà fermarsi prima dell’appuntamento. La compatibilità potrà essere stimata, mentre la chimica tra due persone dovrà necessariamente essere verificata nella realtà.
Il progetto nasce in una fase caratterizzata da una crescente stanchezza nei confronti delle tradizionali applicazioni di dating. Una ricerca commissionata da Forbes Health e condotta su mille cittadini statunitensi che avevano utilizzato un’app di incontri nell’anno precedente ha rilevato che il 78 per cento aveva sperimentato una forma di affaticamento o esaurimento. L’ampiezza della scelta, considerata per anni uno dei principali vantaggi del dating online, è diventata parte del problema. Gli utenti vengono valutati rapidamente, le conversazioni possono essere interrotte senza difficoltà e un appuntamento insoddisfacente viene sostituito tornando immediatamente alla schermata dei profili.
Questo modello presenta anche una contraddizione economica. Le piattaforme dichiarano di voler aiutare le persone a trovare una relazione stabile, ma continuano a generare ricavi finché gli utenti restano attivi, rinnovano gli abbonamenti e cercano nuovi match. Hinge aveva provato a distinguersi con lo slogan “designed to be deleted”, presentandosi come l’app destinata a essere eliminata dopo aver trovato una persona. Overtone punta a ridurre ancora di più l’esperienza digitale che precede l’incontro. La partecipazione di Match Group al finanziamento mostra l’interesse dell’industria verso un modello alternativo. Il gruppo controlla numerosi marchi del dating occidentale, ma negli ultimi anni ha registrato una diminuzione complessiva degli utenti paganti. Hinge ha mantenuto risultati migliori rispetto ai servizi storici: nel 2024 i suoi ricavi diretti sono aumentati del 39 per cento, mentre il numero degli abbonati di Tinder è diminuito del 7 per cento. Investendo in Overtone, Match Group può sperimentare un approccio differente senza inserirlo immediatamente all’interno delle proprie piattaforme esistenti. La startup continuerà a operare in modo indipendente, anche se il gruppo aveva già annunciato l’intenzione di acquisirne una partecipazione rilevante. La quota effettivamente posseduta dopo il round non è stata resa pubblica.
Rimane ancora indefinito il modello economico. Un servizio basato su poche presentazioni personalizzate potrebbe essere proposto come prodotto premium, con un prezzo superiore a quello dei normali abbonamenti alle app di incontri. Overtone non ha però comunicato le tariffe, il numero di incontri eventualmente incluso o garantito e i criteri di accesso alla piattaforma. Uno degli aspetti più delicati riguarda il trattamento dei dati. Per conoscere gli utenti in modo approfondito, il servizio dovrà raccogliere informazioni più intime rispetto a quelle normalmente presenti in un profilo. Le registrazioni vocali potrebbero contenere riferimenti alla famiglia, alle relazioni precedenti, alle paure, all’orientamento sessuale, alle aspettative e alle fragilità personali. La società non ha ancora spiegato se conserverà le registrazioni originali, se le trasformerà in testo, quali modelli di intelligenza artificiale utilizzerà per analizzarle e per quanto tempo manterrà le informazioni. Non è stato chiarito neppure se i dati serviranno esclusivamente a creare gli abbinamenti oppure potranno essere utilizzati anche per addestrare e migliorare gli algoritmi.
Il sistema potrebbe inoltre produrre deduzioni non dichiarate direttamente dagli utenti, formulando valutazioni sulla personalità, sullo stile di attaccamento o sulle probabilità di durata di una relazione. Si tratta di inferenze particolarmente sensibili, anche quando non corrispondono a informazioni esplicitamente fornite. La promessa di spiegare le ragioni dei match rappresenta un tentativo di ridurre l’opacità tipica degli algoritmi di dating. Tuttavia, non sarà sufficiente indicare la presenza di alcuni interessi comuni. Overtone dovrà chiarire quali caratteristiche considera compatibili e impedire che le preferenze aggregate degli utenti producano filtri discriminatori basati, per esempio, sull’origine o sull’etnia. La difficoltà è già emersa in altri servizi di matchmaking. Una ricerca dedicata all’app olandese Breeze ha evidenziato quanto possa essere complesso correggere gli algoritmi quando le preferenze espresse dagli iscritti generano trattamenti differenti tra gruppi di persone.
Overtone non è ancora disponibile al pubblico e la reale qualità delle sue selezioni potrà essere valutata soltanto dopo il lancio. I 18 milioni di dollari raccolti finanziano quindi un sistema ancora in fase di sviluppo, costruito attorno alla promessa di trasformare l’intelligenza artificiale in un intermediario capace di ascoltare, selezionare e motivare le proprie scelte.
