Un Apple-1 appartenente al primo gruppo di cinquanta esemplari prodotti nel 1976 sarà messo all’asta il 15 luglio a New York da Sotheby’s, con una stima compresa tra 300.000 e 500.000 dollari. Il computer, identificato dal numero manoscritto 01-0033, conserva una provenienza particolarmente documentata, poiché viene proposto direttamente da Harry Saddler, la persona che lo acquistò nuovo alla fine del 1976 presso il negozio Byte Shop di Berkeley e che ne è rimasta proprietaria per quasi cinquant’anni.
L’Apple-1 rappresenta il primo prodotto commercializzato da Apple Computer e uno dei passaggi fondamentali nella trasformazione del computer da apparecchiatura destinata prevalentemente a laboratori, aziende e appassionati di elettronica a dispositivo utilizzabile attraverso una tastiera e un comune monitor. La scheda fu progettata da Steve Wozniak e integrava direttamente il circuito necessario per produrre un segnale video, consentendo di visualizzare i caratteri digitati senza ricorrere ai pannelli frontali con interruttori e indicatori luminosi utilizzati da molti microcomputer dell’epoca.
L’esemplare proposto da Sotheby’s proviene dalla prima produzione commissionata da Paul Terrell, fondatore del Byte Shop, che accettò di acquistare cinquanta unità a condizione che Apple fornisse schede già assemblate. Steve Jobs e Steve Wozniak riuscirono così a trasformare un progetto nato nell’ambiente dell’Homebrew Computer Club nel primo ordine commerciale della società, assemblando le schede iniziali nell’abitazione della famiglia Jobs a Los Altos, in California.
Le unità appartenenti a questa prima serie possono essere riconosciute anche attraverso alcuni dettagli della scheda, tra cui l’assenza del piccolo simbolo a forma di diamante stampato sotto il marchio Apple, successivamente presente nella seconda produzione. Il numero 01-0033 è stato scritto sul lato inferiore della scheda con una penna utilizzata per le marcature di sicurezza; la grafia è ritenuta probabilmente attribuibile a Steve Jobs, come accade per altri Apple-1 numerati nello stesso modo, anche se su questo specifico esemplare non risulta ancora eseguita una verifica calligrafica forense.
Il computer utilizza un microprocessore MOS Technology 6502 prodotto nel 1976, uno dei chip che contribuirono alla diffusione dei primi sistemi personali grazie a un costo sensibilmente inferiore rispetto alle alternative disponibili in quel periodo. La scheda dispone di 8 kilobyte di memoria RAM, dell’interfaccia per la tastiera, del collegamento video, di uno slot di espansione e del connettore destinato all’Apple Cassette Interface, il dispositivo che consentiva di salvare e caricare programmi attraverso normali audiocassette.
Apple vendeva originariamente l’Apple-1 come scheda logica assemblata al prezzo di 666,66 dollari; l’acquirente doveva procurarsi separatamente l’alimentatore, la tastiera, il monitor, il registratore a cassette e l’eventuale struttura destinata a contenere i componenti. Anche l’esemplare di Harry Saddler mantiene questa configurazione modulare e viene presentato con la scheda montata su una base in compensato di betulla baltica, affiancata da un alimentatore Stancor personalizzato e da una tastiera Datanetics installata su una base separata.
Il lotto comprende inoltre un monitor Hitachi VM-906AU, un registratore Panasonic SlimLine e l’Apple Cassette Interface originale. Sono presenti il manuale operativo dell’Apple-1, una copia interna del manuale di Apple BASIC, il manuale dell’interfaccia a cassette, la documentazione del programma Microchess e diverse audiocassette contenenti software. La copia del manuale BASIC reca anche il timbro, successivamente cancellato, di Bill Fernandez, primo dipendente a tempo pieno di Apple e collaboratore di Wozniak nella realizzazione del precedente Cream Soda Computer.
Saddler acquistò il sistema presso il punto vendita Byte Shop di University Avenue, a Berkeley, dopo essersi interessato all’Apple-1 attraverso una pubblicazione dedicata ai microcomputer. Utilizzò la macchina per alcuni anni, soprattutto per imparare a programmare in BASIC e condurre esperimenti informatici, prima di riporla in magazzino, dove rimase per circa quarantacinque anni.
Quando il computer venne recuperato intorno al 2021, non era più in grado di avviarsi. Il ripristino fu eseguito con l’aiuto di due ingegneri Apple, che lavorarono sul dispositivo nel proprio tempo libero e riuscirono a riportarlo in condizioni operative il 4 agosto 2024. Alcuni circuiti integrati sono stati sostituiti nel corso del restauro, mentre la scheda principale, il processore, la memoria e numerosi componenti caratteristici della prima produzione sono rimasti conservati.
Sotheby’s ha mostrato il funzionamento del computer attraverso una dimostrazione nella quale Saddler collega i diversi elementi, accende il sistema e avvia un programma in BASIC. Il valore storico dell’esemplare dipende quindi dalla combinazione tra appartenenza alla prima serie, continuità della proprietà, disponibilità della documentazione originale e capacità di funzionare ancora quasi cinquant’anni dopo la produzione.
La storia personale del proprietario presenta anche un collegamento successivo con Apple. Poche settimane dopo l’acquisto, Saddler tornò al Byte Shop per una piccola riparazione e incontrò Steve Jobs, al quale chiese la possibilità di lavorare nella nuova azienda; la candidatura non ebbe seguito a causa della sua limitata esperienza, mentre diversi decenni dopo Saddler entrò nella startup specializzata nel riconoscimento vocale Siri come decimo dipendente. Apple acquisì Siri nel 2010, portandolo infine a lavorare per la società alla quale si era avvicinato attraverso l’Apple-1.
La stima di 300.000-500.000 dollari colloca il lotto nella fascia più elevata del mercato dei primi computer Apple. Il valore degli esemplari superstiti varia in base allo stato della scheda, alla presenza dei componenti originali, alla provenienza, alla documentazione disponibile e all’eventuale associazione con persone o momenti rilevanti nella storia dell’azienda. Nel 2025 il cosiddetto Moore Apple-1, caratterizzato da un raro contenitore in legno, era stato aggiudicato per 475.000 dollari.
L’Apple-1 sarà proposto come lotto 45 nell’asta “History of Science & Technology”, programmata per il 15 luglio alle 14:00, ora della costa orientale statunitense, nella sede Sotheby’s di Madison Avenue. La vendita comprenderà anche un computer NeXT utilizzato da Steve Jobs durante la presentazione pubblica del 1988, un Mark-8 del 1974, un Altair 8800, alcuni primi sistemi Macintosh ancora sigillati e oggetti legati a figure come Thomas Edison, Alexander Graham Bell, Richard Feynman e Albert Einstein.
