Immagine AI

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha iniziato a insinuarsi in molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma uno dei campi in cui si nota maggiormente la sua presenza — e l’interesse dei consumatori — è quello della bellezza e della cura personale. In effetti, la tecnologia non è più confinata ai laboratori di ricerca o alle applicazioni industriali: ora la troviamo direttamente nella beauty routine di molte persone, dentro app, specchi intelligenti, device per la skincare e persino strumenti per consulenze cosmetiche personalizzate. Questa trasformazione non è solamente una questione di moda o di gadget high-tech, ma riflette un cambiamento più profondo nel modo in cui concepiamo la cura di noi stessi, dalla scelta dei prodotti all’esecuzione effettiva dei trattamenti.

L’intelligenza artificiale ha reso possibile una personalizzazione della beauty routine su misura, qualcosa che fino a pochi anni fa poteva sembrare appannaggio esclusivo di dermatologi e professionisti del settore. Oggi, infatti, strumenti basati su algoritmi possono analizzare pelle, capelli o altri aspetti estetici con precisione sorprendente, e suggerire routine, prodotti o trattamenti in base alle caratteristiche uniche di ciascuno. In negozi di cosmetici, nelle profumerie o perfino tramite app sullo smartphone, dispositivi dotati di sensoristica e software intelligenti raccolgono dati sulla pelle — ad esempio luminosità, texture o presenza di rughe — e li elaborano per restituire raccomandazioni personalizzate. Certi strumenti, come AI Skin Observer lanciato da Clarins, combinano sensori biofisici con immagini del volto in diverse condizioni luminose per valutare fino a 22 parametri cutanei e fornire una consulenza beauty più precisa e personalizzata rispetto a un semplice consulto visivo.

La cosmetica personalizzata assistita dall’intelligenza artificiale non si limita alla pelle del viso ma abbraccia anche altri ambiti della bellezza quotidiana: nei saloni, per esempio, alcuni strumenti utilizzano l’AI per analizzare le esigenze individuali e formulare colorazioni per capelli uniche, calibrate su migliaia di tonalità possibili, riducendo gli sprechi e aumentando la soddisfazione del risultato finale. Anche al di fuori dell’ambito cosmetico tradizionale, la tecnologia intelligente viene utilizzata come supporto al benessere generale: coach virtuali basati su IA, sebbene ancora in fase di affinamento, possono accompagnare le persone nel miglioramento delle abitudini fisiche e di cura personale, suggerendo esercizi o piani di attività fisica più adatti al proprio stile di vita.

Parallelamente a questi device fisici e consulenti virtuali, molte app mobili e piattaforme online sono proliferate offrendo esperienze di tipo diverso ma complementare. Alcune, come YouCam Makeup, permettono di sperimentare virtualmente colori di rossetto, ombretti o stili di trucco direttamente sulla propria immagine grazie alla realtà aumentata, dando modo di “provare” prodotti senza toccarli fisicamente prima dell’acquisto. Altre piattaforme e servizi vanno oltre la semplice simulazione visiva: usando algoritmi di intelligenza artificiale, analizzano foto del viso o dati inseriti dall’utente per offrire raccomandazioni personalizzate di skincare, makeup o trattamenti basate sulle caratteristiche specifiche della persona, tenendo conto di fattori quali tipo di pelle, tonalità, età e preferenze individuali.

La diffusione di queste tecnologie porta con sé anche un importante cambiamento culturale nel rapporto tra consumatore e industria beauty. Da un lato, chi acquista prodotti cosmetici oggi si aspetta sempre più che l’esperienza di scelta sia guidata da dati e informazioni reali, e non da semplici consigli generici. Dall’altro, i brand investono sempre di più in soluzioni che possono raccogliere informazioni, comprendere esigenze e offrire percorsi di cura personalizzati, consolidando il legame con i propri clienti e creando relazioni più profonde e durature. Questo avvicina il consumatore a un modello di “beauty coach digitale” che non è più solo un assistente passivo, ma un partner attivo nella routine quotidiana.

Tuttavia, questa evoluzione porta anche con sé alcune riflessioni critiche. Pur offrendo strumenti sempre più sofisticati, l’intelligenza artificiale non può sostituire completamente il tocco umano e l’esperienza diretta di un professionista. La tecnologia fornisce dati, suggerisce prodotti e perfino guida movimenti o gesti, ma l’esperienza estetica e il rapporto personale con la bellezza restano profondamente umani. Inoltre, l’uso di IA nei processi di bellezza solleva interrogativi su come questi strumenti vengano addestrati e se riescono davvero a rispettare la varietà delle caratteristiche individuali, evitando stereotipi o modelli estetici omogeneizzati.

Di Fantasy