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La California State Athletic Commission ha ordinato alla startup robotica REK di interrompere l’organizzazione, la promozione e la sponsorizzazione di combattimenti non autorizzati nei quali persone reali affrontano robot umanoidi, intervenendo dopo un evento organizzato il 18 settembre 2026 a San Francisco. In quella occasione il creator Frankie LaPenna è entrato in una gabbia e si è confrontato con tre diversi robot umanoidi durante una manifestazione utilizzata anche per promuovere la piattaforma di combattimento robotico sviluppata da REK. La società presenta i propri eventi come combattimenti full-contact tra umanoidi controllati da piloti reali e negli ultimi mesi aveva già organizzato incontri tra robot, ma l’introduzione di un partecipante umano ha portato la manifestazione direttamente nell’ambito di competenza dell’autorità statale che regola boxe, arti marziali miste e altre competizioni da combattimento. Il fondatore e CEO di REK, Cix Liv, ha pubblicato il provvedimento ricevuto dalla Commissione, nel quale viene richiesto di cessare lo svolgimento e la promozione di incontri o esibizioni di boxe e MMA che coinvolgano una persona senza la preventiva autorizzazione dell’ente. La CSAC ha inoltre avvertito che l’organizzazione di questo tipo di eventi senza la necessaria licenza può comportare l’applicazione delle disposizioni previste dal California Business and Professions Code e configurare un illecito penale di livello misdemeanor. Il provvedimento non stabilisce quindi un divieto generale delle competizioni tra macchine, ma interviene specificamente quando la manifestazione comprende un essere umano e assume caratteristiche riconducibili a uno sport da combattimento soggetto alla supervisione pubblica.

L’episodio si inserisce nello sviluppo molto rapido dei combattimenti tra robot umanoidi come forma di intrattenimento tecnologico. Eventi nei quali due macchine vengono fatte combattere all’interno di un ring o di una gabbia hanno cominciato a diffondersi su scala internazionale nel 2025 e REK ha costruito proprio attorno a questo formato una piattaforma nella quale i robot non operano come combattenti completamente autonomi, ma vengono pilotati da persone attraverso sistemi di controllo remoto. Nel match del 18 settembre, almeno uno degli umanoidi utilizzati è stato identificato come un EngineAI T800, robot di dimensioni paragonabili a quelle umane, mentre REK utilizza nei propri sistemi anche versioni modificate dello Unitree G1. Il controllo umano è un elemento centrale del progetto: la società descrive le competizioni come incontri con “piloti reali” e collega direttamente le capacità sviluppate nel simulatore digitale alla possibilità di controllare successivamente gli stessi tipi di macchine durante gli eventi dal vivo. La questione regolatoria nasce quindi da una configurazione piuttosto particolare, perché una parte del combattimento può essere vista come una competizione tra operatori che controllano macchine, ma quando uno dei contendenti viene sostituito da una persona fisicamente presente nella gabbia cambiano sia il rischio sia il quadro normativo applicabile. La California State Athletic Commission ha competenza proprio sulla sicurezza dei partecipanti, sull’approvazione delle manifestazioni e sulle condizioni nelle quali possono essere svolti incontri di boxe e arti marziali, e ha ritenuto che il formato human-versus-robot non possa essere utilizzato per aggirare questi requisiti semplicemente perché uno dei due contendenti non è umano.

REK non opera inoltre soltanto attraverso gli eventi fisici, ma sta costruendo un collegamento diretto tra simulazione e combattimenti reali. Il REK Simulator riproduce digitalmente il comportamento degli umanoidi impiegati negli incontri e utilizza, secondo la società, gli stessi modelli di controllo e di bilanciamento applicati alle macchine fisiche. Il sistema non si basa su animazioni di combattimento preconfezionate: pugni, parate, perdite di equilibrio e spostamenti vengono calcolati attraverso la simulazione fisica e i sistemi di self-balancing dei robot, mentre l’utente può controllare la macchina da schermo tradizionale oppure in realtà virtuale. Il simulatore supporta PC, Steam Deck, controller e sistemi VR ed è stato progettato affinché i giocatori migliori possano qualificarsi come piloti negli eventi REK reali; i vincitori delle competizioni virtuali hanno già ottenuto la possibilità di pilotare umanoidi negli appuntamenti dal vivo. Nella versione attuale vengono riprodotti modelli derivati da Unitree G1 ed EngineAI T800 e l’infrastruttura comprende combattimenti PvP, matchmaking, classifiche e server che mantengono una simulazione fisica condivisa tra i partecipanti. REK collega quindi esplicitamente il prodotto software all’attività fisica: il simulatore non viene presentato semplicemente come videogioco, ma come ambiente di addestramento per imparare a controllare i robot impiegati nelle competizioni. La società distribuisce il progetto attraverso Steam e ha predisposto anche una versione per Meta Quest, costruendo un percorso nel quale l’utente può iniziare in simulazione e, raggiungendo risultati sufficientemente elevati, ottenere l’accesso al pilotaggio delle macchine reali.

L’intervento della California modifica soprattutto i programmi relativi agli eventi live con partecipanti umani, mentre non emerge dal provvedimento alcuna limitazione equivalente per i normali combattimenti robot-contro-robot o per il simulatore. La distinzione è importante perché il modello di REK comprende più livelli: software di simulazione, competizioni tra piloti che controllano umanoidi, spettacoli dal vivo e, almeno nell’esperimento di settembre, incontri nei quali una persona entra direttamente nella gabbia contro una macchina. Proprio quest’ultimo formato introduce problematiche di sicurezza differenti da quelle presenti quando i contendenti sono entrambi robot: massa, velocità e coppia degli attuatori possono produrre impatti considerevoli e il partecipante umano non dispone delle stesse caratteristiche strutturali della macchina, rendendo necessarie regole specifiche su protezioni, supervisione medica, organizzazione e responsabilità. Il provvedimento della CSAC obbliga quindi REK a rivedere la parte del proprio modello di eventi che prevede un avversario umano e a ottenere le autorizzazioni necessarie qualora voglia riproporre un formato riconducibile a boxe, MMA o altre esibizioni di combattimento regolamentate. I combattimenti tra soli umanoidi rimangono invece una categoria molto più nuova e meno chiaramente collocata nelle normative tradizionali sugli sport da combattimento, proprio perché l’oggetto principale delle tutele previste dalla legislazione esistente è la sicurezza delle persone che partecipano fisicamente all’incontro.

Il caso mostra così uno dei primi punti di contatto concreti tra la diffusione commerciale degli umanoidi e norme nate molto prima che un robot potesse entrare realisticamente in un ring. REK ha costruito il proprio progetto attorno alla teleoperazione e all’idea di trasformare il combattimento tra robot in una disciplina competitiva nella quale il pilota umano rimane responsabile delle decisioni, mentre il sistema di controllo e bilanciamento della macchina converte gli input in movimento fisico. Fino a quando l’interazione rimane tra robot, la manifestazione può essere trattata principalmente come intrattenimento tecnologico; l’ingresso di una persona nella stessa arena fa però emergere immediatamente norme già esistenti sulla tutela degli atleti e sull’organizzazione delle competizioni. Per REK la conseguenza immediata è quindi la necessità di modificare o autorizzare la componente human-versus-robot dei propri eventi, mentre il resto dell’infrastruttura, compreso il percorso che collega simulatore e pilotaggio dei robot reali, può continuare a essere sviluppato indipendentemente dal provvedimento.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy