Casepoint ha annunciato AI Investigator, un nuovo agente della suite Casepoint IQ progettato per assistere le attività investigative condotte da amministrazioni pubbliche e organizzazioni aziendali. Integrato nella piattaforma Casepoint eDiscovery, il sistema permette di analizzare grandi quantità di materiale digitale, individuare informazioni pertinenti alle accuse o alle ipotesi oggetto dell’indagine e costruire risultati documentati senza richiedere necessariamente il coinvolgimento continuo di specialisti informatici. Il nuovo componente è destinato a contesti nei quali le evidenze possono trovarsi contemporaneamente in messaggi di posta elettronica, documenti, conversazioni, dati provenienti da telefoni cellulari, registrazioni audio e contenuti video. La crescita del volume e della varietà delle informazioni disponibili ha infatti reso sempre più complessa l’analisi manuale, soprattutto nelle indagini preliminari che non dispongono delle risorse tecniche abitualmente impiegate nei procedimenti giudiziari più strutturati.
Il funzionamento di AI Investigator è basato su un flusso guidato nel quale l’investigatore descrive l’oggetto dell’indagine e il sistema identifica i documenti potenzialmente rilevanti all’interno del materiale disponibile. L’agente estrae quindi i fatti principali, associando ciascuna informazione al documento dal quale è stata ricavata, e collega le evidenze ai temi investigativi individuati. L’organizzazione dei risultati comprende cronologie e visualizzazioni dei dati che permettono di ricostruire sequenze temporali e rapporti tra i diversi elementi acquisiti. Questa impostazione consente di sviluppare progressivamente le conclusioni dell’indagine, verificando le fonti e costruendo il rapporto finale nello stesso ambiente operativo utilizzato per l’analisi. Gli elementi presentati dal sistema possono contribuire sia a sostenere sia a smentire le ipotesi iniziali, evitando che il processo di ricerca sia limitato alla conferma di una determinata ricostruzione.
AI Investigator si affianca al Relevance Determination Agent e all’Issue Coding Agent già presenti nella suite Casepoint IQ. Le funzioni operano all’interno del perimetro di sicurezza della piattaforma, rispettando le autorizzazioni degli utenti e i controlli di accesso e governance configurati dall’organizzazione. Casepoint dichiara una capacità di elaborazione scalabile fino a volumi nell’ordine dei terabyte e la gestione di formati eterogenei, comprendenti registrazioni e comunicazioni digitali. La piattaforma più ampia riunisce inoltre funzionalità di conservazione legale dei dati, eDiscovery, gestione delle indagini, procedure FOIA e attività di conformità normativa. L’architettura cloud-native dispone di autorizzazioni FedRAMP High e DoD Impact Level 5 e 6, requisiti particolarmente rilevanti per le organizzazioni pubbliche statunitensi che operano su informazioni soggette a controlli di sicurezza.
La società prevede la disponibilità generale di AI Investigator nel novembre 2026. La soluzione viene proposta come strumento di supporto agli investigatori, che rimangono responsabili della valutazione delle evidenze e delle conclusioni. L’automazione riguarda soprattutto la selezione dei materiali, l’estrazione delle informazioni e la loro organizzazione in una struttura verificabile. Casepoint indica inoltre la presenza di meccanismi di controllo umano e di tracciabilità delle decisioni prodotte attraverso l’intelligenza artificiale, insieme al supporto a MCP aperto per l’integrazione di agenti esterni. La novità estende quindi le funzioni della suite Casepoint IQ dalla classificazione e selezione documentale alla ricostruzione operativa delle indagini, con la possibilità di produrre rapporti supportati dalle fonti direttamente nell’ambiente di lavoro.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
