L’evoluzione frenetica dell’intelligenza artificiale generativa sta riscrivendo le regole del gioco non solo per gli sviluppatori di professione, ma anche per i grandi leader aziendali che, fino a pochi anni fa, avrebbero dovuto delegare intere squadre di ingegneri per realizzare strumenti software personalizzati. Un esempio emblematico di questa trasformazione ci arriva da Jeff Wilke, figura storica di Amazon ed ex CEO della divisione Worldwide Consumer, che è riuscito in una singola giornata a dare vita a un proprio sistema di Customer Relationship Management (CRM) sfruttando le potenzialità dei nuovi modelli linguistici.
Il caso di Jeff Wilke non è solo una notizia di cronaca tecnologica, ma rappresenta un manifesto del cambiamento in atto nel settore produttivo. Wilke, che per oltre vent’anni è stato uno dei bracci destri di Jeff Bezos e ha guidato la crescita esponenziale del settore retail di Amazon, ha dimostrato come l’esperienza nella gestione di processi complessi possa oggi tradursi in codice funzionante quasi in tempo reale. Invece di navigare tra le complessità dei software commerciali esistenti, spesso rigidi o sovraccarichi di funzioni non necessarie, l’ex dirigente ha scelto di costruire una soluzione su misura, cucita esattamente sulle proprie esigenze operative.
Costruire un CRM da zero è storicamente considerato un progetto ambizioso che richiede mesi di pianificazione, design del database e scrittura di codice per l’interfaccia utente. Tuttavia, l’avvento di strumenti basati su intelligenza artificiale ha drasticamente abbassato la barriera all’ingresso. Wilke ha utilizzato l’AI non solo come un assistente alla scrittura, ma come un vero e proprio partner di programmazione capace di interpretare requisiti di alto livello e tradurli in architetture software funzionanti. Questo approccio ha permesso di condensare settimane di lavoro in meno di ventiquattro ore, segnando un punto di non ritorno per la produttività individuale.
Il progetto realizzato da Wilke mette in luce una tendenza che sta colpendo i giganti del software tradizionale. Se un tempo le aziende erano costrette ad adattare i propri flussi di lavoro a strumenti esterni, oggi siamo vicini a un’era in cui acquistare un software potrebbe diventare meno efficiente che generarlo da soli. Un leader con una visione chiara dei dati necessari e delle interazioni con i clienti può istruire un’intelligenza artificiale per creare un’applicazione che faccia esattamente ciò che serve, eliminando il superfluo e ottimizzando le performance.
Questa vicenda solleva inoltre una riflessione profonda sulla natura delle competenze future. La capacità di Wilke di costruire un CRM in un giorno non deriva solo dalla potenza del computer, ma dalla sua profonda conoscenza delle dinamiche di business e della gestione dei dati acquisita in decenni ai vertici di Amazon. L’intelligenza artificiale funge da moltiplicatore: trasforma il sapere cosa serve in un prodotto finito, rendendo la visione strategica più preziosa della competenza tecnica pura nel linguaggio di programmazione.
