L’introduzione dell’intelligenza artificiale (IA) nella scuola italiana non è più un’idea futuristica, ma una realtà concreta appena sancita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il 9 agosto 2025, il ministro Giuseppe Valditara ha firmato un decreto — preceduto dal via libera del Garante per la Privacy — che apre ufficialmente le porte a una rivoluzione educativa guidata dall’IA.
Queste linee guida ministeriali non vogliono tanto imporre regole rigide, quanto offrire un quadro operativo pensato per accompagnare le scuole italiane in un percorso responsabile, consapevole e soprattutto etico. L’obiettivo non è semplicemente digitalizzare la didattica, ma piuttosto trasformarla – rendendola più personale, inclusiva, innovativa, senza però sacrificare la sicurezza, la trasparenza e il rispetto dei diritti fondamentali.
Le linee guida si inseriscono in un contesto legislativo stringente: non solo si rispettano le normative italiane ed europee in materia di privacy, ma si pone una particolare attenzione all’uso corretto dei dati, alla prevenzione dei bias algoritmici e all’adozione di strumenti IA affidabili e trasparenti.
La scuola non è chiamata a delegare all’IA ogni aspetto dell’insegnamento, ma al contrario a vedere il corpo docente come elemento centrale e attivo. Gli insegnanti sono i veri protagonisti di questa transizione: saranno loro a scegliere, guidare, contestualizzare e spiegare l’impiego dell’IA, mantenendo sempre un approccio critico e consapevole.
Accanto alla pubblicazione delle linee guida, si delinea un piano di sperimentazione e condivisione. Presto sarà disponibile una piattaforma dedicata per consentire alle scuole di collaborare e scambiarsi idee, progetti e risultati. L’intento è quello di trasformare l’adozione dell’IA in un’esperienza inclusiva, diffusa e ben monitorata.
Non si tratta di un percorso isolato: il quadro delle linee guida ministeriali si inserisce in una cornice più ampia, in cui l’Italia recepisce i principi europei sull’IA affidabile. Il Trustworthy AI, elaborato dall’UE, insiste su aspetti quali supervisione umana, sicurezza tecnica, privacy, trasparenza e non discriminazione.
Da un lato, questa iniziativa rappresenta un passo decisivo verso una scuola che valorizza l’innovazione digitale. L’IA può offrire strumenti di personalizzazione, supporto alla didattica e risorse inedite per stimolare studenti e insegnanti. Dall’altro, rimangono aperte alcune sfide:
- Formazione dei docenti: acquisire competenze critiche sull’uso dell’IA è indispensabile. Serve una alfabetizzazione digitale avanzata, capace di bilanciare opportunità e rischi.
- Monitoraggio continuo: è fondamentale che l’impiego dell’IA nelle scuole sia affiancato da una valutazione costante, per verificare l’efficacia, l’eticità e il rispetto delle norme.
- Equità e accesso: l’innovazione non deve creare nuove disparità. Al contrario, deve contribuire a ridurre il divario digitale e culturale tra studenti e scuole.