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Tracer Labs ha annunciato l’apertura di Trust ID, la propria piattaforma aziendale di risoluzione delle identità digitali, a organizzazioni di qualsiasi dimensione. Il servizio è progettato per affrontare la crescente difficoltà di distinguere le persone che visitano un sito web dagli agenti di intelligenza artificiale che operano per conto degli utenti e dai bot automatizzati privi di un’identità umana direttamente associata. La soluzione, già utilizzata in contesti aziendali di grandi dimensioni, viene proposta a un pubblico più ampio con l’obiettivo di fornire informazioni sulla natura del traffico e sui soggetti che interagiscono con i servizi digitali. L’iniziativa nasce da una caratteristica ricorrente della navigazione online: una parte consistente dei visitatori abbandona un sito senza autenticarsi, compilare moduli o completare acquisti, impedendo alle imprese di comprendere chi abbia effettuato la visita e quale esigenza l’abbia determinata.

La diffusione degli agenti AI introduce un’ulteriore distinzione rispetto ai sistemi tradizionali di analisi del traffico. Un’interazione automatizzata può infatti rappresentare un’attività legittima svolta da un software per conto di una persona, per esempio durante la ricerca di prodotti, servizi o informazioni, oppure può provenire da un bot che non agisce nell’interesse di un utente identificabile. La risoluzione delle identità deve quindi tenere conto non soltanto della presenza di un visitatore umano, ma anche della relazione eventuale tra una persona e un agente software. Trust ID affronta questo problema come una questione di identificazione delle entità che partecipano alle interazioni digitali, distinguendo il riconoscimento della provenienza del traffico dalla semplice raccolta di eventi di navigazione.

L’apertura commerciale della piattaforma estende alle imprese più piccole una categoria di strumenti generalmente associata a organizzazioni con infrastrutture avanzate di analisi dell’identità e del comportamento online. Il servizio viene presentato come un sistema destinato a rendere più comprensibile la composizione del traffico digitale in un ambiente nel quale persone, agenti delegati e processi automatici possono effettuare richieste attraverso gli stessi canali. L’effettiva identificazione di tali soggetti dipende naturalmente dalle informazioni tecniche disponibili e dai meccanismi di risoluzione adottati: il riconoscimento di una sessione o di un agente non equivale automaticamente alla verifica anagrafica di una persona.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy