Immagine AI

A Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, prende forma in questi mesi un progetto espositivo che riscrive il modo di raccontare la storia di Giacomo Casanova, non semplicemente come biografia di un personaggio celebre, ma come esperienza immersiva e narrativa che incrocia arte, archivi e tecnologie digitali, con un ruolo centrale assegnato all’intelligenza artificiale. La mostra, intitolata “Casanova e l’Europa. Opera in più atti”, è allestita nel contesto suggestivo della Fondazione Giorgio Cini, un luogo che da sempre intreccia la memoria culturale veneziana con proposte di grande spessore internazionale, e resterà aperta fino al 2 marzo 2026 per celebrare i 300 anni dalla nascita del celebre viaggiatore, scrittore e figura poliedrica del primo Settecento.

Il progetto espositivo nasce da una collaborazione tra la Fondazione Cini e la Fondazione Teatro La Fenice, con la drammaturgia visiva e scenica curata dall’artista e regista Sara Francesca Tirelli e l’allestimento affidato alla visione scenografica di Massimo Checchetto. Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un viaggio narrativo costruito per frammenti, intervalli e apparizioni, in cui l’intelligenza artificiale diventa strumento di reinterpretazione e riattivazione di ambientazioni, immagini e documenti d’epoca. Attraverso l’uso dell’IA, dipinti classici di vedute veneziane, manoscritti, oggetti d’archivio e perfino vedute animate riescono a trasformarsi, dando l’impressione di un mondo che si anima sotto gli occhi del visitatore, come se la Venezia di Casanova potesse rivivere in forme nuove, talvolta sorprendenti e poetiche.

Le pareti e gli spazi della Sala Carnelutti e del Piccolo Teatro che ospitano il percorso espositivo si fondono con le tecnologie digitali e con le proiezioni generate dall’intelligenza artificiale. In questo “teatro” della memoria, l’immaginario settecentesco si intreccia con la modernità dell’IA, dando vita a apparizioni che possono sorprendere: figure inaspettate, piccole invenzioni visive, oppure interpretazioni che portano l’osservatore a riflettere non solo sulla vita di Casanova ma sulla natura stessa della narrazione storica quando questa viene filtrata attraverso gli strumenti digitali contemporanei. L’effetto è quello di un dialogo continuo tra passato e presente, tra fonti originali e ricostruzioni digitali che stimolano una riflessione sul modo in cui oggi raccontiamo le vite e i contesti storici.

La genesi del progetto riflette una tendenza culturale più ampia che vede sempre più spesso le istituzioni artistiche e culturali confrontarsi con le tecnologie dell’intelligenza artificiale per sperimentare nuove forme di fruizione, narrazione e mediazione del patrimonio. L’IA, in questo caso, non è semplice strumento di produzione di immagini, ma diventa partner nella costruzione di senso, capace di rivelare connessioni, suggestioni e spunti narrativi che spesso sfuggono alla fruizione tradizionale. Secondo le parole di chi ha curato il progetto, l’intelligenza artificiale è vista come “una bestia da domare”, uno strumento potente iniziato a esplorare solo recentemente, ma capace di riflettere l’inconscio del nostro tempo anche nel modo in cui guarda al passato.

L’esposizione non si limita quindi a presentare documenti e oggetti: fonde manufatti originali, manoscritti, materiali teatrali e digitale, dando vita a un percorso che si sviluppa con un ritmo narrativo quasi cinematografico. Questo approccio richiama altre esperienze espositive innovative, in cui l’arte tradizionale si confronta con installazioni e interventi digitali per coinvolgere lo spettatore in percorsi emozionali e cognitivi che vanno oltre l’osservazione passiva. Così, visitare la mostra di Casanova significa non solo apprendere fatti biografici, ma lasciarsi attraversare da atmosfere, sensazioni e visioni che portano a ripensare la figura di Casanova come simbolo di un’epoca, ma anche come figura umana complessa e capace di interrogarci sul nostro rapporto con la cultura, il desiderio e la conoscenza.

Il progetto curatoriale si inserisce inoltre in un calendario più ampio di iniziative che Venezia dedica alla figura di Casanova in questo anniversario, con sezioni espositive complementari come “Casanova e Venezia” a Palazzo Cini, che approfondisce il legame tra la città e il celebre personaggio, mettendo in rilievo viaggi, relazioni e l’influenza culturale del veneziano ante litteram. Insieme, queste mostre offrono uno sguardo articolato e poliedrico sulla figura di Casanova, invitando il pubblico a esplorare non solo la sua vita e le sue avventure, ma anche la rete di influenze culturali e sociali che lo legano all’Europa del Settecento e ci parlano ancora oggi.

Di Fantasy