Un video realizzato con strumenti di intelligenza artificiale ha trasformato numerose località della Toscana nello scenario di una partita di Call of Duty, ricostruendo una guerra immaginaria con soldati, esplosioni, incendi e combattimenti ambientati in luoghi reali della regione. Il filmato è stato realizzato e pubblicato circa un mese fa attraverso profili social come Tuscan Memes, Livornogram e Welcome to Florence. Le sequenze mostrano un elicottero Apache carico di militari armati che atterra a Piazzale Michelangelo mentre il centro storico di Firenze appare in fiamme, colpi sparati da un mezzo anfibio sull’Arno, combattimenti alla Fortezza da Basso e bombe a mano che esplodono nel centro di Siena, al Barberino Outlet e ad Arezzo. Seguono scene ambientate anche a Viareggio, in piazza del Campo, all’abbazia di San Galgano, a Peccioli, Pisa, Pistoia, Livorno e nei pressi della chiesa dell’Autostrada di Prato, tutte costruite secondo l’estetica di un videogioco bellico e accompagnate da “Fortunate Son” dei Creedence Clearwater Revival.
La Procura di Firenze ha però aperto un’indagine nei confronti dell’autore ipotizzando il reato di incitamento alla violenza, ritenendo che la rappresentazione potesse avere un effetto diverso dalla semplice parodia dichiarata. La Digos e la Polizia postale hanno quindi effettuato una perquisizione nella sua abitazione: secondo quanto raccontato dallo stesso autore, sette agenti avrebbero cercato anche eventuale materiale riconducibile a terrorismo o alla preparazione di attacchi. Tra le immagini considerate più sensibili figura la sequenza iniziale nella quale un militare utilizza un bazooka contro il Palazzo di Giustizia di Firenze. L’autore sostiene invece di aver creato il filmato esclusivamente per gioco e con intenzione ironica, mentre anche la pagina Tuscanian Memes ha ribadito la natura satirica dei contenuti. Nei commenti pubblicati sotto il video, alcuni utenti avevano comunque già evidenziato come la spettacolarità e il realismo delle immagini potessero rendere meno immediata la distinzione tra provocazione, satira e rappresentazione di violenza contro obiettivi reali.
Il video non è stato rimosso da Instagram e risulta ancora disponibile sulla piattaforma; secondo l’autore, ciò dipenderebbe dal fatto che il contenuto rispetta le regole previste dal social network. La vicenda non si limita inoltre al solo montaggio ispirato a Call of Duty. Pochi giorni dopo, lo stesso autore aveva realizzato un secondo contenuto generativo costruito sull’estetica di Grand Theft Auto e nuovamente ambientato in Toscana, trasferendo nel territorio regionale situazioni tipiche del videogioco caratterizzato da criminalità e violenza urbana. Nel montaggio comparivano luoghi come il carcere di Sollicciano e il locale Tenax, oltre al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, raffigurato durante il suo tradizionale tuffo nell’Arno. Anche in questo caso il contenuto veniva presentato come una reinterpretazione satirica del territorio attraverso l’immaginario di un videogioco.
Il procedimento aperto a Firenze porta quindi l’uso dell’AI generativa all’interno di un terreno meno consueto rispetto ai casi di disinformazione o deepfake costruiti per essere scambiati per eventi reali. Il filmato non nasconde infatti la propria impostazione videoludica e, secondo quanto riportato, per gran parte degli utenti l’intento ironico risultava riconoscibile; l’indagine riguarda invece il possibile effetto prodotto dalla rappresentazione esplicita di attacchi contro luoghi, edifici e simboli realmente esistenti. Al centro del caso resta perciò la valutazione giuridica di un contenuto sintetico che utilizza l’AI per rendere estremamente realistiche scene immaginarie di guerra collocate in un contesto territoriale reale, mentre l’ipotesi di incitamento alla violenza formulata dalla Procura dovrà ancora essere verificata nell’ambito dell’indagine.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
