L’azienda specializzata Quantum Aero ha catturato l’attenzione internazionale durante l’UMEX 2026 ad Abu Dhabi, presentando un ecosistema tecnologico che promette di riscrivere le regole del volo autonomo per scopi di sicurezza e difesa. Attraverso il lancio della soluzione “Quantonomy” e dell’unità di calcolo “Quantum Core”, la società ha dimostrato come l’intelligenza artificiale fisica possa rendere i droni non solo strumenti di osservazione, ma veri e propri agenti decisionali indipendenti.
Il pilastro tecnologico di questa innovazione è Quantonomy, una piattaforma software avanzata progettata per la gestione del volo in contesti di estrema complessità. La sua caratteristica più rilevante è la capacità di operare efficacemente anche quando i segnali dei sistemi satellitari globali (GNSS), come il GPS, vengono interrotti o deliberatamente disturbati. Grazie a un sofisticato sistema di navigazione visiva, l’intelligenza artificiale è in grado di riconoscere l’ambiente circostante in tempo reale, determinando rotte ottimali ed eseguendo missioni coordinate senza fare affidamento su segnali esterni vulnerabili. Questa autonomia è fondamentale per garantire la continuità operativa in scenari di guerra elettronica o in territori geograficamente impervi.
Per supportare una tale mole di calcolo direttamente a bordo del velivolo, Quantum Aero ha sviluppato Quantum Core, un computer edge ad altissime prestazioni. Questa unità è il vero “cervello” del drone, capace di elaborare flussi massicci di dati provenienti da sensori e telecamere con una latenza quasi nulla. Spostando la capacità decisionale dal cloud direttamente all’interno della struttura fisica del drone, si ottiene un vantaggio tattico cruciale: il velivolo può reagire a minacce improvvise o cambiare obiettivo istantaneamente, senza la necessità di una connessione dati costante con la base. Questa indipendenza non solo aumenta l’efficacia della missione, ma riduce drasticamente il rischio che il drone venga intercettato o reso inoperativo attraverso attacchi informatici alla rete di comunicazione.
Oltre alle capacità individuali dei singoli mezzi, la fiera di Abu Dhabi è stata l’occasione per presentare una soluzione d’avanguardia per il controllo autonomo di sciami di droni eterogenei. Questa tecnologia, sviluppata in collaborazione con partner industriali nazionali, permette a una singola stazione di controllo a terra di gestire simultaneamente diverse tipologie di droni — da quelli da ricognizione a quelli da intervento — coordinandoli come un unico organismo collettivo. Il sistema integra ogni fase dell’operazione, dal rilevamento iniziale del bersaglio fino alla risposta tattica immediata, semplificando enormemente la gestione logistica e operativa sul campo di battaglia.
Un altro elemento di grande interesse per gli operatori del settore è rappresentato dal “Physical AI Verification Hub”. Creato in collaborazione con lo specialista Moreh, questo centro di simulazione virtuale permette di testare e validare le tecnologie di volo autonomo in un ambiente digitale iper-realistico prima ancora di decollare. Questo approccio innovativo consente di abbattere i costi di sviluppo fino al 70%, poiché riduce la necessità di prototipi fisici costosi e i rischi legati ai test sul campo. Inoltre, l’architettura del sistema è stata progettata per essere indipendente dalle infrastrutture hardware dominanti, offrendo una maggiore flessibilità tecnologica e strategica alle organizzazioni che decidono di adottarla.
