A Vicenza la robotica umanoide e quadrupede entra nelle applicazioni commerciali e industriali attraverso la partnership tra VAutomation e AgiBot, produttore cinese di piattaforme di embodied AI destinate a servizi, logistica, ispezione e automazione manifatturiera. L’accordo porta sul territorio veneto robot capaci di interagire con le persone durante eventi e fiere, ma anche di essere configurati per attività operative in ambienti produttivi.
Il portafoglio distribuito da VAutomation comprende robot umanoidi a grandezza naturale, modelli compatti per accoglienza e dimostrazioni, piattaforme mobili per compiti industriali e robot quadrupedi destinati a operazioni di ispezione. La distinzione tra queste categorie è rilevante perché non tutte le macchine sono progettate per lo stesso livello di autonomia o per le stesse condizioni di lavoro: i modelli destinati al pubblico privilegiano conversazione, movimento espressivo, navigazione in ambienti interni e gestione dell’interazione; quelli rivolti alla fabbrica devono invece integrare visione artificiale, pianificazione del movimento, controllo della forza e procedure di sicurezza compatibili con spazi condivisi con operatori umani.
Tra i robot umanoidi figura AgiBot A2 Ultra, piattaforma alta 169 centimetri e con massa di 69 chilogrammi, sviluppata per operare a dimensione umana in showroom, reception, visite guidate e ambienti in cui il robot deve muoversi lungo percorsi accessibili alle persone. Il sistema utilizza sensori per la percezione spaziale, moduli di navigazione autonoma e un’interfaccia multimodale che combina riconoscimento vocale, sintesi del parlato e gestione dei contenuti. In un contesto fieristico questa architettura permette al robot di accogliere visitatori, fornire informazioni, consegnare materiali o premi e svolgere dimostrazioni coordinate con un operatore tecnico.
La parte più interessante per il settore produttivo riguarda però le piattaforme robotiche progettate per manipolazione e lavoro fisico. AgiBot include nella propria gamma modelli come G2, pensati per attività industriali e dotati di bracci con controllo della forza, percezione tridimensionale dell’ambiente e capacità di operare su compiti ripetitivi o variabili. In fabbrica, un robot di questo tipo non viene inserito come sostituto generico dell’operatore, ma collegato a una sequenza definita: prelievo di componenti, movimentazione tra postazioni, alimentazione di macchine, controllo visivo, operazioni leggere di assemblaggio oppure gestione di materiali in area logistica.
L’elemento tecnico che distingue queste soluzioni dai robot industriali tradizionali è la combinazione tra mobilità, percezione e modelli di intelligenza artificiale incarnata. Un braccio robotico fisso lavora normalmente in una cella delimitata, con traiettorie programmate e pezzi posizionati in modo prevedibile. Un robot umanoide o mobile deve invece localizzarsi nell’ambiente, riconoscere ostacoli e oggetti, pianificare il percorso, adattare il movimento alle condizioni rilevate dai sensori e gestire l’incertezza che deriva dalla presenza di persone, pallet, carrelli o materiali non sempre collocati nello stesso punto.
I robot quadrupedi della serie AgiBot D1 rispondono a una logica diversa. La struttura a quattro zampe consente di muoversi su pavimenti irregolari, rampe, aree esterne o spazi industriali nei quali un robot su ruote potrebbe incontrare ostacoli. L’applicazione principale è l’ispezione: il robot può trasportare telecamere, sensori termici, strumenti di rilevazione ambientale o sistemi di acquisizione dati, percorrendo autonomamente itinerari programmati e inviando informazioni a una postazione di controllo. In stabilimenti, magazzini, aree energetiche o cantieri, questa configurazione può essere utilizzata per sorvegliare zone difficili da raggiungere, verificare anomalie visive e raccogliere immagini periodiche dello stesso impianto.
La presenza di questi robot a Vicenza evidenzia una fase in cui la robotica umanoide viene proposta non soltanto come dimostrazione tecnologica, ma come piattaforma da adattare a casi d’uso concreti. La differenza tra una dimostrazione in fiera e un impiego industriale resta tuttavia sostanziale: per lavorare in fabbrica il robot deve essere integrato con layout, sistemi di sicurezza, software aziendali, rete dati, procedure di manutenzione e formazione del personale. Il valore della piattaforma non dipende quindi solo dalla capacità di camminare o dialogare, ma dalla possibilità di essere collegata a processi misurabili, con compiti ripetibili, tempi definiti e risultati verificabili.
VAutomation propone queste soluzioni anche come servizio per eventi, con noleggio, presenza di un tecnico e personalizzazione delle interazioni. Questa formula consente alle aziende di sperimentare la tecnologia in contesti pubblici senza acquistare subito una piattaforma, mentre per gli impieghi produttivi l’adozione richiede una fase più strutturata di analisi dei flussi, valutazione del rischio e progettazione dell’integrazione. La robotica umanoide e quadrupede arriva così nel tessuto industriale vicentino come sistema fisico connesso, da configurare in funzione di un compito, non come semplice macchina da esposizione.
