Anthropic ha pubblicato Econ Scenario Explorer, un modello interattivo sviluppato dal proprio team Economics per simulare come differenti traiettorie di sviluppo e adozione dell’intelligenza artificiale potrebbero influenzare crescita economica, occupazione, salari e disoccupazione negli Stati Uniti entro il 2030. Lo strumento, distribuito nella versione 1.0 nel settembre 2026, è basato sul report tecnico Economic Scenarios for Transformative AI, pubblicato come Anthropic Institute Working Paper No. 2026-02 e firmato da Anton Korinek, Charles I. Jones, Szymon Sacher, Tess Cotter e Peter McCrory. L’explorer non viene presentato come uno strumento previsionale: Anthropic non assegna probabilità ai diversi esiti, ma permette di modificare alcune ipotesi sull’evoluzione delle capacità dell’AI e sulla sua diffusione nell’economia per osservare quali risultati macroeconomici ne deriverebbero nel 2030.
Il modello rappresenta l’economia statunitense attraverso i compiti che compongono le diverse professioni, utilizzando la tassonomia O*NET del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti. Ogni occupazione viene quindi trattata come un insieme di task sui quali l’intelligenza artificiale può avere quattro effetti differenti: lasciare il compito sostanzialmente invariato, aumentare la produttività del lavoratore, automatizzarlo completamente oppure creare nuove attività che prima non esistevano. Le professioni vengono inoltre suddivise in due grandi gruppi: da una parte i knowledge worker, che comprendono management, professioni specialistiche, vendite e lavori d’ufficio e i cui compiti possono essere direttamente interessati dai progressi dell’AI, dall’altra tutte le restanti occupazioni. Nel Current Population Survey del 2025 il primo gruppo rappresentava il 62,4% degli occupati statunitensi.
Ogni scenario è definito attraverso cinque variabili principali: la quota di task che l’AI è tecnicamente in grado di svolgere, il grado con cui queste capacità vengono effettivamente adottate nell’economia, l’incremento di produttività prodotto per ogni task svolto con l’AI, la distribuzione tra automazione e augmentation e il ritmo con cui vengono creati nuovi compiti destinati al lavoro umano. Il modello incorpora inoltre alcune frizioni del mercato del lavoro, come la difficoltà per un lavoratore espulso da un’occupazione cognitiva di spostarsi verso un settore differente, la velocità con cui le occupazioni in espansione generano nuove posizioni e il grado di rigidità dei salari nei lavori cognitivi. Questi fattori possono produrre periodi prolungati di disoccupazione anche quando l’economia continua complessivamente a crescere.
Anthropic mette in evidenza tre scenari di riferimento. Nel primo, definito modest, l’impatto dell’AI rimane paragonabile a quello prodotto da tecnologie come Internet: il PIL statunitense nel 2030 risulta superiore dell’1,6% rispetto a uno scenario privo di ulteriore impatto dell’AI e raggiunge 34,1 trilioni di dollari a prezzi del 2025. Il tasso di crescita annuale arriva al 2,4%, contro il 2% della traiettoria di riferimento, mentre la disoccupazione sale soltanto dal 3,8 al 3,9%. La quota del reddito nazionale attribuita al lavoro scende lievemente dal 60 al 59,4%.
Nel secondo scenario, definito substantial, l’AI diventa in grado di svolgere entro il 2030 circa metà del lavoro cognitivo e una parte consistente di queste attività può essere completata autonomamente, anche se l’adozione reale resta inferiore alle capacità tecniche disponibili. In questo caso il PIL del 2030 sarebbe superiore dell’8,3% rispetto alla traiettoria senza AI, raggiungendo 36,3 trilioni di dollari. La crescita annuale nei dodici mesi precedenti il 2030 salirebbe al 5,4%, superiore al 4,7% registrato nel 1999 durante la fase più rapida del boom delle dot-com presa come riferimento storico dal report.
Nello scenario substantial emergono però differenze rilevanti tra i diversi gruppi di lavoratori. La disoccupazione tra i knowledge worker passerebbe dal 2,9% registrato a metà 2026 al 4,5% nel 2030. I salari di questo gruppo terminerebbero il periodo circa lo 0,3% al di sotto della traiettoria che avrebbero seguito senza l’impatto dell’AI, mentre quelli degli altri lavoratori risulterebbero superiori del 5,9%. La quota del reddito attribuita al lavoro scenderebbe dal 60 al 56,1%, indicando una maggiore concentrazione della crescita economica nella componente capitale.
Il terzo scenario, extreme, descrive invece una trasformazione molto più rapida e senza precedenti storici, che secondo Anthropic probabilmente richiederebbe sistemi di AI capaci di migliorarsi ricorsivamente e una diffusione molto veloce nell’economia dei lavori cognitivi. In questa configurazione il PIL statunitense del 2030 sarebbe superiore del 32,4% alla traiettoria senza AI e raggiungerebbe 44,4 trilioni di dollari a prezzi del 2025. La crescita annuale salirebbe al 15,4%, equivalente a un ritmo al quale l’economia potrebbe raddoppiare approssimativamente ogni 4,5 anni.
Lo stesso scenario produrrebbe però una forte pressione sul mercato del lavoro cognitivo. La disoccupazione dei knowledge worker arriverebbe al 17,9%, mentre quella complessiva raggiungerebbe l’11,9%. I salari dei lavoratori cognitivi scenderebbero dell’11,5% rispetto alla traiettoria senza AI, mentre quelli di tutte le altre occupazioni risulterebbero superiori del 33,6%. La quota del reddito nazionale attribuita al lavoro passerebbe dal 60 al 45,2%, con quella del capitale in crescita fino al 54,8%. Il report stima che, in questa situazione, sarebbe necessario trasferire ai knowledge worker una quantità di reddito pari a circa il 9% del PIL per mantenere il loro reddito complessivo sul livello che avrebbero raggiunto senza l’impatto dell’AI. Anthropic osserva che una redistribuzione di questa dimensione sarebbe comparabile alla spesa combinata per Social Security e Medicare e non avrebbe precedenti come risposta diretta a una trasformazione tecnologica.
L’Econ Scenario Explorer permette agli utenti di modificare le ipotesi che alimentano il modello e confrontare i risultati con le aspettative raccolte da Anthropic attraverso un sondaggio condotto da Morning Consult. La rilevazione ha coinvolto un campione rappresentativo di 10.980 adulti statunitensi tra l’11 e il 23 agosto 2026. Ai partecipanti è stato chiesto di stimare quando l’AI sarà in grado di eseguire otto tipologie di attività allo stesso livello di un professionista qualificato, quanto ampiamente queste capacità verranno adottate, quale incremento di produttività produrranno, in che misura l’AI tenderà ad automatizzare o affiancare il lavoro umano e quanto tempo potrebbe impiegare un lavoratore licenziato a trovare un impiego in un’altra occupazione.
Inserendo nel modello le risposte mediane del campione si ottiene un risultato vicino allo scenario substantial: il PIL nel 2030 risulterebbe superiore dell’8,6% rispetto alla traiettoria senza AI e il tasso di disoccupazione si attesterebbe intorno al 4,6%. L’explorer sintetizza l’aspettativa del rispondente tipico come un’economia circa il 10% più grande grazie all’AI entro il 2030, con una disoccupazione complessiva vicina al 5%. Circa il 10% degli intervistati ha invece espresso aspettative compatibili con lo scenario extreme.
Il sondaggio mostra anche differenze significative nella percezione delle capacità attuali e future dell’AI. Il 53% dei partecipanti ritiene che i sistemi disponibili siano già in grado di scrivere email aziendali e documenti di routine allo stesso livello di un professionista qualificato, mentre il 24% ritiene che l’AI sia già capace di costruire e mantenere autonomamente un prodotto software funzionante. Per attività scientifiche molto più avanzate le opinioni risultano invece fortemente divise: il 39% degli intervistati prevede che entro il 2030 un sistema AI sarà in grado di produrre una scoperta scientifica di livello Nobel, mentre il 40% ritiene che una capacità di questo tipo non verrà mai raggiunta.
Anthropic distingue questo progetto dall’Economic Index già utilizzato per analizzare l’adozione corrente dell’intelligenza artificiale. L’Economic Index osserva come Claude viene effettivamente utilizzato oggi nelle diverse professioni e aree geografiche, mentre l’Econ Scenario Explorer utilizza ipotesi sulle capacità future e sulla loro diffusione per costruire scenari possibili fino al 2030. L’obiettivo è quindi separare l’osservazione empirica dell’utilizzo attuale dalla modellizzazione prospettica degli effetti macroeconomici.
La versione 1.0 presenta tuttavia diversi limiti esplicitamente indicati da Anthropic. Il modello esclude le possibili risposte delle politiche pubbliche, i normali cicli economici, eventuali shock sulla domanda aggregata, le perturbazioni dei mercati finanziari e i rischi catastrofici associati all’AI. Non include inoltre scenari caratterizzati da robot estremamente avanzati e considera soprattutto l’effetto dell’intelligenza artificiale sui compiti cognitivi, senza modellare una rapida automazione delle attività fisiche. Questa scelta è una delle ragioni per cui l’orizzonte dell’analisi è limitato al 2030.
Il modello non segue inoltre individualmente i lavoratori nel passaggio da un’occupazione all’altra e rappresenta quindi in maniera semplificata i costi economici e personali associati alla perdita del lavoro. Tra gli elementi non inclusi figura anche l’effetto sulla domanda aggregata derivante dagli investimenti necessari per costruire data center e altra infrastruttura AI. Una versione preliminare del lavoro è stata esaminata da economisti esterni tra cui Daron Acemoglu, David Autor e David Romer; Anthropic specifica che il loro coinvolgimento non implica un’approvazione delle conclusioni del report. La società prevede di affrontare parte delle criticità emerse nelle versioni successive dell’explorer.
Anthropic intende utilizzare questo modello insieme agli altri lavori del proprio Economic Futures program per orientare la ricerca sugli interventi capaci di ridurre gli effetti negativi delle trasformazioni del mercato del lavoro e per sviluppare proposte di politica economica. Il programma comprende anche l’Economic Futures Research Fund, al quale Anthropic ha destinato 200 milioni di dollari per finanziare ricerca esterna su strumenti che possano rendere l’economia più resiliente, favorire una distribuzione più ampia dei benefici dell’AI e ridurre i costi delle eventuali dislocazioni occupazionali.
Gli autori sottolineano infine che i tre scenari non costituiscono una previsione né una graduatoria di probabilità. Il modello è pensato per mostrare come combinazioni differenti di capacità AI, adozione, automazione, produttività e creazione di nuovi compiti possano produrre risultati economici molto diversi. Anthropic ritiene che i dati raccolti nei prossimi anni permetteranno progressivamente di capire quale delle traiettorie rappresentate si avvicina maggiormente all’evoluzione reale dell’economia, mentre allo stato attuale nessuno dei tre scenari viene escluso.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
