Bentley Motors ha affidato a Capgemini il ruolo di guida nella trasformazione digitale dei propri sistemi produttivi e aziendali. La collaborazione sostiene la strategia Beyond100+ del marchio britannico e riguarda sia l’infrastruttura tecnologica sia l’integrazione dei processi necessari per rendere più connessa, flessibile e sostenibile la produzione nello stabilimento di Crewe.
Il progetto si concentra sulla Dream Factory, il programma con cui Bentley sta evolvendo il proprio sito industriale in un hub per la produzione di vetture di lusso altamente personalizzate. In questo contesto, la digitalizzazione non riguarda soltanto l’automazione di alcune fasi di fabbrica, ma la connessione tra progettazione, pianificazione, approvvigionamenti, linee produttive, dati di qualità e sistemi amministrativi.
Capgemini dovrà contribuire alla modernizzazione dell’architettura digitale che supporta questi processi, con un’integrazione più stretta tra tecnologie IT, sistemi operativi di fabbrica e piattaforme dati. L’obiettivo è ridurre la frammentazione delle informazioni e rendere disponibili dati aggiornati lungo l’intero ciclo di produzione, dalla configurazione iniziale del veicolo fino alle attività di assemblaggio, controllo e consegna.
Per un costruttore come Bentley, la gestione dei dati produttivi è particolarmente complessa. Il livello di personalizzazione di materiali, finiture, componenti, configurazioni interne e dettagli estetici richiede che le informazioni commerciali vengano tradotte con precisione in istruzioni operative. Ogni variazione scelta dal cliente deve essere collegata ai codici componenti, alle disponibilità della supply chain, ai tempi delle linee e alle procedure di qualità. Un sistema digitale più integrato può ridurre errori di trasferimento, rilavorazioni e ritardi generati da informazioni non allineate tra reparti diversi.
L’intelligenza artificiale entra in questo modello come strumento di supporto alle decisioni e alla gestione della complessità. L’AI può analizzare grandi quantità di dati provenienti da impianti, macchinari, ordini, flussi logistici e controlli di qualità, individuando anomalie o segnali che non emergerebbero facilmente da verifiche manuali. In ambito produttivo, questo può tradursi in una migliore pianificazione delle attività, in interventi di manutenzione più mirati e in una maggiore capacità di adattare i processi quando cambiano domanda, disponibilità dei componenti o priorità di consegna.
La produzione intelligente richiede però che l’AI sia collegata a dati affidabili e a sistemi industriali compatibili. Non basta introdurre un modello analitico: occorre costruire flussi dati coerenti tra software di gestione aziendale, piattaforme per la produzione, strumenti di ingegneria, sistemi di controllo e applicazioni utilizzate dal personale. È questo il ruolo centrale dell’integrazione prevista nella collaborazione, perché una previsione utile deve poter essere trasformata in un’azione concreta all’interno dei processi Bentley.
La modernizzazione coinvolge anche il back office. Processi amministrativi, gestione delle forniture, pianificazione finanziaria e attività di supporto devono poter dialogare con i dati operativi della fabbrica. Collegare questi livelli permette di valutare in modo più rapido l’impatto di una modifica di produzione, di una criticità nella catena di fornitura o di una richiesta di personalizzazione particolarmente complessa.
La collaborazione tra Bentley e Capgemini mostra come la trasformazione digitale nell’automotive non coincida più soltanto con l’introduzione di robot, sensori o dashboard. Il punto decisivo è creare un ambiente in cui dati, sistemi industriali e processi aziendali possano lavorare insieme. Per Bentley, questo significa sostenere una produzione di lusso sempre più personalizzata senza perdere controllo su qualità, tempi, sostenibilità e complessità operativa.
