Alla 102ª edizione di IFA, aperta il 4 settembre 2026 nei padiglioni della Messe Berlin, l’intelligenza artificiale viene presentata sempre meno come una funzione confinata a computer e smartphone e sempre più come un livello tecnologico distribuito tra dispositivi personali, elettrodomestici, automobili e oggetti connessi. Le proposte delle aziende presenti a Berlino convergono infatti sull’idea di un’AI capace di spostarsi tra elaborazione locale, cloud e diversi dispositivi, diventando parte dell’ambiente quotidiano invece di richiedere necessariamente l’apertura di una specifica applicazione.
AMD ha aperto la manifestazione con un keynote intitolato “The Era of Personal AI”, ponendo al centro un modello di intelligenza artificiale personale legato direttamente ai dispositivi utilizzati dall’utente. Il PC assume in questo scenario un ruolo diverso rispetto a quello di semplice terminale collegato a servizi remoti: diventa anche una piattaforma sulla quale i modelli e le funzioni AI possono risiedere ed essere eseguiti localmente. La presenza crescente di capacità di elaborazione dedicate all’intelligenza artificiale riporta quindi il computer personale al centro di un ecosistema nel quale una parte delle operazioni può essere svolta sul dispositivo mentre altre vengono delegate al cloud.
Lenovo ha presentato invece la propria impostazione Hybrid AI, costruita proprio sull’interazione tra elaborazione locale e servizi remoti. In questo modello l’intelligenza artificiale non appartiene a un solo dispositivo, ma può utilizzare computer, cloud e oggetti connessi a seconda del tipo di attività richiesta e delle risorse necessarie. L’obiettivo è creare una continuità tra i diversi ambienti digitali utilizzati dalla stessa persona, evitando che ogni dispositivo funzioni come un sistema isolato. L’AI viene quindi trattata come una capacità trasversale che può accompagnare l’utente tra più prodotti e scegliere di volta in volta dove effettuare l’elaborazione.
La stessa impostazione emerge nel settore domestico. LG utilizza il concetto di AI Home e ha portato a IFA ThinQ Claw, un agente progettato per consentire la gestione degli elettrodomestici attraverso il linguaggio naturale. Il modello va oltre il tradizionale elettrodomestico connesso comandato singolarmente tramite un’applicazione: l’obiettivo è permettere a un agente software di interpretare le richieste dell’utente e coordinare i dispositivi disponibili nell’abitazione. Il controllo della casa intelligente viene così spostato progressivamente da una serie di interfacce separate verso un sistema capace di comprendere istruzioni espresse in maniera conversazionale.
Xiaomi ha scelto IFA 2026 per la sua prima presenza significativa alla manifestazione berlinese e ha presentato un ecosistema definito “Human × Car × Home”. Il progetto mette in relazione la persona, l’automobile e l’abitazione all’interno dello stesso ambiente tecnologico, facendo comunicare prodotti appartenenti a categorie che in precedenza venivano gestite separatamente. La casa intelligente non viene quindi più descritta soltanto attraverso singoli dispositivi come frigoriferi, televisori o sistemi di automazione, ma come una parte di un ecosistema più ampio nel quale anche l’auto e i dispositivi personali condividono informazioni e servizi.
Il filo comune delle proposte presentate a Berlino è la progressiva perdita di centralità fisica dello smartphone. Il telefono rimane naturalmente uno dei principali dispositivi personali, ma non deve più essere necessariamente il punto dal quale passa ogni interazione digitale. Le funzioni di intelligenza artificiale vengono distribuite tra PC, televisori, elettrodomestici, automobili e robot, con sistemi progettati per intervenire direttamente nel contesto nel quale vengono utilizzati. In questa impostazione l’AI tende quindi a diventare una componente dell’infrastruttura tecnologica circostante, accessibile senza dover necessariamente passare ogni volta da uno schermo mobile.
A fare da contrappunto alle tecnologie presentate dentro IFA c’è un fenomeno che da alcuni mesi è visibile nelle strade di Berlino. Sui muri della città sono comparsi manifesti e installazioni della RASF, Radikale Anti-Smartphone Front, movimento che contesta soprattutto l’utilizzo compulsivo dello smartphone. Tra gli slogan utilizzati compaiono “Lieben statt Liken”, cioè “amare invece di mettere like”, e “Tanzen statt Twittern”, “ballare invece di twittare”, insieme all’invito a preferire pochi amici reali con cui ridere e discutere rispetto a una grande quantità di follower.
La posizione della RASF non viene presentata come un rifiuto generale della tecnologia, ma come una critica alla condizione di connessione permanente prodotta dallo smartphone e alla tendenza a essere digitalmente presenti altrove mentre si perde attenzione per il luogo e le persone fisicamente vicine. Il contrasto con le proposte di IFA è particolarmente evidente perché l’industria tecnologica sta cercando proprio di ridurre la dipendenza dall’interazione diretta con il telefono, ma lo sta facendo distribuendo contemporaneamente una quantità maggiore di tecnologia negli ambienti circostanti.
Il cambiamento mostrato a IFA 2026 non consiste quindi semplicemente nell’aggiungere nuove funzioni AI agli apparecchi già esistenti. AMD punta sull’intelligenza personale eseguibile anche sul PC, Lenovo sulla continuità tra elaborazione locale e cloud, LG su un agente capace di controllare gli elettrodomestici attraverso il linguaggio naturale e Xiaomi su un ecosistema che collega persona, auto e abitazione. In tutti i casi l’interfaccia tende a diventare meno visibile mentre aumenta il numero di dispositivi e ambienti nei quali l’intelligenza artificiale può essere utilizzata, trasformando l’AI da servizio consultato attraverso uno schermo a componente integrata direttamente negli oggetti e negli spazi quotidiani.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
