Joby Aviation ha completato un volo autonomo di 3.199 miglia, circa 5.148 chilometri, attraverso gli Stati Uniti utilizzando un Cessna Caravan modificato e dotato del proprio sistema di volo autonomo. Il velivolo è partito da Concord, in California, e ha raggiunto le Outer Banks della Carolina del Nord senza ricevere alcun input di controllo dal pilota di sicurezza presente a bordo. L’intero profilo di missione, comprese le fasi di rullaggio, decollo, navigazione lungo la rotta e atterraggio, è stato gestito autonomamente dal sistema, mentre il personale di Joby ne supervisionava il funzionamento da terra. Il monitoraggio remoto è avvenuto dal quartier generale dedicato all’autonomia in California e dalla Shaw Air Force Base in South Carolina, con una distanza massima tra gli operatori e l’aereo pari a 2.323 miglia, circa 3.738 chilometri. Joby definisce il risultato come il primo attraversamento autonomo degli Stati Uniti effettuato da un aeromobile, precisando però che un pilota di sicurezza è rimasto a bordo per l’intera missione e avrebbe potuto intervenire in caso di necessità.
Il volo non è stato eseguito in condizioni operative semplificate, ma ha incluso aeroporti, spazio aereo e situazioni meteorologiche reali. Durante il percorso il Cessna ha operato anche nell’area di Phoenix Deer Valley, uno degli aeroporti di aviazione generale più trafficati degli Stati Uniti, senza che il sistema autonomo disponesse di una preparazione specifica preventiva relativa a quello scalo. Nel corso della traversata sono inoltre comparsi temporali e condizioni meteorologiche avverse, alle quali il sistema ha reagito modificando dinamicamente la rotta per evitare le aree interessate. L’itinerario verso est ha compreso tappe a Phoenix, Fort Worth e Shaw Air Force Base prima dell’arrivo al Dare County Regional Airport, nelle Outer Banks; nella fase conclusiva il velivolo ha anche effettuato un passaggio autonomo nei pressi di Kitty Hawk, vicino al luogo del primo volo dei fratelli Wright. La dimostrazione rientra nel tour statunitense Electric Skies 2026 di Joby e serve a verificare l’impiego della tecnologia autonoma non soltanto su singoli voli sperimentali, ma lungo una sequenza di tratte con condizioni operative, infrastrutture e spazi aerei differenti.
La piattaforma utilizzata deriva dalle tecnologie sviluppate da Xwing, società acquisita da Joby nel 2024, e viene applicata a un aeromobile già certificato anziché essere limitata al programma eVTOL della società. Joby ha già accumulato con questa piattaforma più di 400 voli e oltre 800 ore di volo automatizzato, effettuando test sia in spazio aereo controllato sia non controllato e partecipando a diverse esercitazioni militari statunitensi. Durante Agile Flag, esercitazione della U.S. Air Force dedicata alle operazioni rapide e distribuite, il sistema è stato utilizzato per consegnare un componente critico con un anticipo di 24 ore rispetto alle modalità logistiche tradizionali; nell’esercitazione REFORPAC, invece, un aeromobile situato alle Hawaii è stato gestito a distanza da Guam, con circa 4.000 miglia tra il velivolo e gli operatori. Queste sperimentazioni permettono a Joby di utilizzare la stessa architettura autonoma in scenari nei quali il controllo remoto e la riduzione della dipendenza da personale a bordo possono avere applicazioni logistiche e militari immediate.
La società punta infatti a utilizzare il sistema anche per il trasporto autonomo di merci, medicinali e carichi urgenti verso località difficili da raggiungere, attraverso collegamenti diretti tra punti distanti senza la necessità di un pilota a bordo. In North Carolina Joby partecipa al programma eLIFT-NC, dedicato alla sperimentazione di collegamenti aerei a lungo raggio per la logistica sanitaria su scala statale, mentre negli Stati occidentali prende parte alla coalizione uFLY, che collabora con la Federal Aviation Administration per valutare l’integrazione di operazioni autonome ad alta quota e in ambienti operativi estremi. La tecnologia autonoma costituisce quindi un ramo distinto rispetto al principale programma di air taxi elettrico dell’azienda: mentre Joby continua il percorso di certificazione FAA per i propri eVTOL destinati al trasporto urbano di passeggeri, i sistemi sviluppati per l’autonomia possono essere installati anche su aeromobili convenzionali già esistenti e indirizzati verso trasporto merci, emergenze e difesa.
Lo sviluppo della componente militare e logistica è sostenuto anche da un contratto da 17 milioni di dollari con AFWERX, il braccio di innovazione tecnologica della U.S. Air Force, mentre nel 2026 Joby ha rafforzato ulteriormente questa area con l’acquisizione per circa 500 milioni di dollari di Resonant Sciences, società specializzata in sensori e tecnologie a radiofrequenza. Secondo il CEO JoeBen Bevirt, l’autonomia potrebbe essere utilizzata per collegare aree remote, consegnare rapidamente materiali critici, accelerare gli interventi nelle emergenze e supportare operazioni militari senza richiedere la presenza continua di un pilota sull’aeromobile. Il Cessna utilizzato per la traversata proseguirà ora il tour negli Stati Uniti con ulteriori tappe previste a Raleigh, nell’area di Washington DC, Louisville, Wichita, Oklahoma City, Salt Lake City e Portland, continuando le dimostrazioni del sistema autonomo in contesti regionali differenti prima del ritorno verso la costa occidentale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
