Immagine AI

Raspberry AI ha ampliato la propria piattaforma trasformandola in un workflow agentico unificato per l’intero ciclo di sviluppo del prodotto moda, collegando in un solo ambiente le attività di design, merchandising, wholesale, marketing ed e-commerce. L’obiettivo è ridurre la frammentazione di un processo che tradizionalmente passa attraverso numerosi strumenti, team e fasi fisiche, dal trend research alla progettazione, dalla selezione dei materiali alla campionatura, fino alle revisioni, all’approvazione, alla produzione e alla fotografia. Cheryl Liu, fondatrice e CEO di Raspberry AI, ha descritto il problema partendo dal divario tra la velocità con cui cambiano gusti e domanda dei consumatori e i tempi ancora stagionali dello sviluppo prodotto, sottolineando come un’idea o un segnale di mercato possa oggi essere trasformato in una collezione completa nell’arco di pochi giorni anziché di intere stagioni.

Il workflow può iniziare da un singolo prompt, per esempio la richiesta di sviluppare una collezione denim uomo per l’autunno 2027, e proseguire attraverso una serie di agenti AI che supportano il team nelle diverse fasi mantenendo comunque il controllo umano sul processo creativo. Designer, merchandiser e marketer possono intervenire sul lavoro prodotto dall’agente, correggerlo e guidarlo mentre il progetto evolve. All’interno dello stesso flusso è possibile incorporare trend e consumer insight, creare moodboard, esplorare tessuti provenienti dalle librerie interne dell’azienda, sviluppare e iterare i capi, produrre design tecnici pronti per la produzione e visualizzare assortimenti completi indossati da modelli virtuali; gli stessi prodotti possono poi essere trasformati in lookbook, presentazioni wholesale, creatività per campagne, pagine prodotto, asset per l’e-commerce e materiali per il visual merchandising, senza dover ricostruire ogni volta da zero il contesto e gli elementi sviluppati nelle fasi precedenti.

Raspberry AI presenta questa architettura come alternativa a un modello operativo ancora fortemente basato su passaggi manuali e handoff tra reparti diversi. Secondo l’azienda, un singolo prodotto può richiedere decine di fasi prima di arrivare sul mercato e circa il 40% dell’inventario apparel rimane ogni anno invenduto, anche perché i brand faticano a reagire con sufficiente rapidità alle variazioni della domanda. La piattaforma punta quindi non soltanto a digitalizzare attività già esistenti, ma a collegarle in una sequenza continua nella quale gli output di una fase possono diventare direttamente l’input della successiva. Raspberry AI specifica inoltre che il sistema è stato sviluppato da un team che riunisce designer, merchandiser e marketer con specialisti AI provenienti da Google e Meta e ricercatori con PhD a Stanford, gruppo al quale attribuisce lo sviluppo del primo agente AI progettato specificamente per il settore fashion.

Una parte dell’espansione riguarda anche il colore e la direzione visiva. Per la stagione New York Fashion Week Spring/Summer 2027, Pantone sta collaborando con Raspberry AI alla produzione di materiali e moodboard generati con l’intelligenza artificiale e ispirati al Pantone Fashion Color Trend Report. La piattaforma viene utilizzata per tradurre le indicazioni cromatiche stagionali del Pantone Color Institute in esplorazioni visive applicate a tessuti, texture, silhouette e styling, così da mostrare come i colori selezionati possano essere trasposti in prodotti reali. Questa collaborazione si appoggia inoltre all’integrazione nella piattaforma dell’intera libreria Pantone Fashion, Home + Interiors, composta da 2.625 colori, che consente ai team creativi e di merchandising di partire da un colore e sviluppare direttamente concetti di prodotto o di campagna. La palette e i moodboard relativi alla stagione Spring/Summer 2027 sono disponibili anche per l’esplorazione pubblica sulla piattaforma Raspberry AI.

L’adozione della piattaforma comprende marchi come SKIMS, ALO e Savage X Fenty, che si aggiungono a Oscar de la Renta, Walmart, TJX, Beyond Yoga, Columbia, Claire’s, Steve Madden, Tapestry con Kate Spade, rag & bone, Polo South Africa, Lilly Pulitzer, Roller Rabbit, Adrianna Papell e Delsey Paris. Raspberry AI dichiara che le aziende che utilizzano la piattaforma stanno ottenendo una velocità di immissione sul mercato da due a cinque volte superiore, una riduzione del 60% dei costi di campionatura, dell’80% dei costi di photoshoot e del 75% dei costi di produzione. Beyond Yoga ha indicato l’utilizzo di Raspberry AI come strumento per accelerare il processo decisionale nelle attività di creazione e vendita del prodotto e per concentrare maggiormente il lavoro del team sugli aspetti creativi e sull’esperienza offerta al cliente.

L’espansione arriva inoltre dopo l’ingresso di Raspberry AI, nel maggio 2026, tra le sei aziende selezionate per il primo CFDA x OpenAI Innovation Hub, programma nato per mettere in contatto sviluppatori tecnologici e marchi della moda. Con il nuovo assetto, la piattaforma non viene quindi più proposta soltanto come strumento di generazione visuale o supporto al design, ma come infrastruttura agentica continua che accompagna il prodotto dalla ricerca iniziale e dalla definizione della collezione fino alla produzione dei materiali destinati alla vendita, al marketing e all’e-commerce.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy